Confindustria Napoli, Nardella e De Magistris: Turismo, in assenza di una legge sindaci costretti a improvvisare

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In foto Luigi de Magistris e Dario Nardella

Il turismo è una opportunità che necessita però di strumenti e di regole. Firenze ha un rapporto tra visitatori e turisti tra i più alti del mondo, 14 milioni di presenze l’anno, in una città con meno di 400mila abitanti. Da qualche anno, approfittando del fatto che tutto il centro storico di Firenze è nel patrimonio Unesco, abbiamo utilizzato delle regole per vietare l’apertura di attività commerciali di scarsa qualità, come fast food, internet point, phone center, tutte attività che in qualche modo alterano anche la tradizione commerciali. Abbiamo anche delle misure fiscali a tutela dei negozi storici, ma è evidente che senza una legge dello Stato noi sindaci non possiamo applicare delle norme molto molto incisive”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a margine di una iniziativa all’Unione industriali di Napoli sul tema del turismo insieme al sindaco del capoluogo partenopeo, Luigi de Magistris. “È fondamentale avere degli strumenti che ci consentano di regolare il fenomeno del turismo – aggiunge – soprattutto il turismo mordi e fuggi o legato alla sharing economy, che non demonizziamo, ma che va affrontato. Dobbiamo distinguere un turismo che produce lavoro e un turismo che si basa sulla rendita passiva, dobbiamo distinguere queste forme di turismi e avere degli strumenti per affrontarli”, conclude.
“Il turismo è un fatto positivo e il fatto che Napoli negli ultimi 3 anni è la città italiana che più cresce per cultura e turismo è un fatto incredibilmente positivo”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, a margine di una iniziativa all’Unione industriali sul tema del turismo insieme al suo omologo fiorentino, Dario Nardella. “Noi – prosegue il primo cittadino del capoluogo partenopeo – ci siamo mossi dal primo momento pur in una assoluta carenza di un quadro normativo regionale e nazionale, per ridurre al minimo gli effetti collaterali negativi del fenomeno, come lo svuotamento di parti della città da parte degli abitanti tradizionali. Tra le misure che abbiamo messo e stiamo mettendo in campo c’è la limitazione delle aperture di strutture ricettive all’interno di un edificio o cercando di scongiurare che ci siano catene seriali di attività che vanno a modificare in negativo l’identità di alcuni luoghi. Importante è anche il collegamento tra sindaci, ne discutiamo anche in Anci. Sappiamo che il ministro Franceschini sta lavorando perché ci sia una legislazione nazionale, altrimenti – conclude – i sindaci vanno un po’ ad inserirsi in un settore dove la legislazione è regionale e nazionale”.