Confindustria: produzione marzo +0,2%, +1,1% ordini

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A cura di Antonio Arricale A marzo la produzione industriale è cresciuta dello 0,2% su febbraio (+0,3% al netto del diverso numero di giorni lavorativi su marzo 2014) mentre nel primo trimestre A cura di Antonio Arricale A marzo la produzione industriale è cresciuta dello 0,2% su febbraio (+0,3% al netto del diverso numero di giorni lavorativi su marzo 2014) mentre nel primo trimestre 2015 si è avuto un incremento dello 0,1% sul quarto trimestre 2014. Lo rileva il Centro studi di Confindustria (Csc) spiegando che in marzo si è avuto un avanzamento dell’1,1% per gli ordini su febbraio (+2,8% su marzo 2014). Il secondo trimestre 2015 eredita statisticamente dal primo una variazione congiunturale di +0,3%. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative – sottolinea il Csc – è avanzata in marzo dello 0,3% rispetto a marzo del 2014 (un giorno lavorativo in più quest’anno); in febbraio si era avuto un calo dello 0,3% sullo stesso mese dell’anno scorso. Gli ordini in volume hanno registrato in marzo una crescita dell’1,1% sul mese precedente (+2,8% su marzo 2014). In febbraio erano aumentati dello 0,6% su gennaio (+0,8% sui dodici mesi). Per gli ordini la fiducia ha raggiunto il livello massimo degli ultimi sette anni. Gli indicatori Istat sulla fiducia nel manifatturiero – ricostruiti secondo una nuova metodologia e ribassati al 2010 – segnalano in marzo un netto miglioramento delle condizioni nel settore: l’indice generale è salito di 3,2 punti (a 103,7, il valore più alto da maggio 2011); il saldo dei giudizi sui livelli di produzione ha registrato un incremento di 4 punti (a -11); quello sugli ordini totali di 6 (a -11), raggiungendo il livello massimo da 7 anni, grazie al contributo sia della domanda interna sia di quella estera; sono più positive anche le attese di ordini e produzione Borse asiatiche Mercati asiatici contrastati a metà settimana. Il Nikkei ha chiuso le contrattazioni odierne in calo dello 0,9%, Seoul ha ceduto lo 0,6% mentre Hong Kong guadagna lo 0,6% e Shanghai recupera più di 1 punto percentuale. L’incertezza è dovuta al negativo andamento di ieri a Wall Street e ai dati macro in chiaroscuro comunicati questa mattina, oltre al rafforzamento dello yen che ha penalizzato il mercato azionario nipponico. L’indice Tankan, stilato trimestralmente tra 10.000 gruppi manifatturieri dalla Bank of Japan, ha infatti mostrato una pausa di riflessione per la fiducia delle aziende del Sol Levante. Il dato relativo al primo trimestre 2015 presenta una lettura invariata rispetto al quarto trimestre 2014 a quota 12 (13 nel terzo trimestre), contro il 14 atteso dal consensus degli economisti. La componente in prospettiva dell’indice si attesta a 10 contro i 9 del trimestre precedente ma ben al di sotto della lettura a quota 16 del consensus. L’attività manifatturiera del Sol Levante in marzo conferma il trend espansivo, restando sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione (per il decimo mese consecutivo), ma il dato finale dell’indice Pmi stilato da Markit/Jmma prosegue nella fase di rallentamento scivolando fino a 50,3 punti da 51,6 punti di febbraio (52,2 e 52,0 rispettivamente in gennaio e dicembre). Il dato, più basso degli ultimi dieci mesi, si confronta con attese degli economisti per una lettura a 50,4 punti. In Cina dopo la sortita di febbraio in territorio positivo, l’attività manifatturiera torna in marzo sotto alla soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. La lettura finale relativa allo scorso mese del Purchasing Managers’ Index (Pmi) elaborato da Markit/Hsbc, infatti, si attesta a 49,6 punti, meglio dei 49,2 punti del dato preliminare ma in deciso calo rispetto ai 50,7 punti di febbraio. La lettura si confronta con i 49,3 punti del consensus. Sempre a marzo l’indice Pmi manifatturiero cinese è cresciuto ulteriormente, tornando dopo due mesi sopra alla soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di statistica, infatti, il dato si è attestato a 50,1 punti contro i 49,9 punti di febbraio (49,8 punti in gennaio, livello minimo dal settembre 2012) e a fronte dei 49,7 punti del consensus. Borsa Usa A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in ribasso a causa di qualche presa di beneficio dopo il rally di lunedì. Il Dow Jones ha perso l’1,11%, l’S&P 500 lo 0,88% e il Nasdaq Composite lo 0,94%. A pesare sui listini è stato anche il rafforzamento del dollaro. Più luci che ombre dai dati macroeconomici pubblicati in giornata. Nel pomeriggio è stato reso noto che l’Indice S&P/Case Shiller, che misura l’andamento dei prezzi delle abitazioni nelle 20 principali città americane, ha evidenziato nel mese di gennaio un incremento del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2014, lievemente superiore al consensus e alla rilevazione precedente, entrambi fissati su un incremento del 4,5%. L’Indice PMI Chicago (attività manifatturiera) è migliorato lievemente nel mese di marzo, a 46,3 punti, dopo essere crollato a febbraio sui livelli minimi da 5 anni e mezzo, a 45,8 punti. La rilevazione è tuttavia risultata inferiore alle attese degli addetti ai lavori, fissate su un indice pari a 51,5 punti. Il Conference Board ha annunciato che l’Indice di fiducia dei consumatori è salito a marzo a 101,3 dai 98,8 punti del mese precedente, rivisto da 96,4 punti. Il dato e’ ben al di sopra delle previsioni degli addetti ai lavori (96 punti). Europa Le principali Borse europee hanno aperto la seduta poco mosse in attesa della diffusione dei PMI dei paesi dell’Eurozona. Il Cac40 di Parigi guadagna lo 0,2%, il Ftse100 di Londra lo 0,1% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,15%. Debole il Dax30 di Francoforte (-0,2%). Italia Il Ftse Mib segna +0,48%, il Ftse Italia All-Share +0,45%, il Ftse Italia Mid Cap +0,19%, il Ftse Italia Star +0,59%. Prosegue il rally di Yoox (+7,6% a 27,71 euro) anche grazie a JP Morgan che alza il target del titolo da 23 a 31 euro. L’aggregazione con Net a Porter del gruppo svizzero Richemont (+0,3%) farà nascere un soggetto con ricavi netti aggregati pari a circa €1,3mld ed EBITDA rettificato di circa €108mln nel 2014. Forti acquisti su Campari (+3,2% a 6,70 euro) grazie agli analisti di Nomura che hanno alzato il prezzo obiettivo del titolo a 7,50 euro da 7 euro e hanno confermato la raccomandazione BUY. Bancari positivi con Intesa Sanpaolo (+1,1%), Banca MPS (+1,1%) e UBI Banca (+1%) in evidenza. L’indice FTSE Italia Banche segna +0,7%, l’EURO STOXX Banks +0,6% circa. In netto rialzo anche Mediaset (+2,1%). Estrema volatilità per Pininfarina (+2,4%), che dopo il rally delle due sedute precedenti, sale a +4% in avvio per poi ritracciare e quindi tornare sopra la parità. Secondo indiscrezioni oltre agli indiani di Mahindra anche il fondo Cheyne Capital potrebbe essere interessato al prestigioso auto designer. Deciso calo per Buzzi Unicem (-2,2% a 13,65 euro) penalizzata dai giudizi dei broker. HSBC ha bocciato il titolo portando il giudizio a REDUCE da NEUTRAL. Deutsche Bank alza il target di Buzzi Unicem da 13,70 a 14,20 euro ma peggiora la raccomandazione da BUY a HOLD. Gtech (-2,8%) perde terreno: stamattina la società ha comunicato che tutte le condizioni sospensive della fusione transfrontaliera di in IGT sono state soddisfatte. La fusione avrà effetto a decorrere da martedì 7 aprile 2015, giorno in cui partirà la negoziazione delle azioni IGT sul New York Stock Exchange. L’ultimo giorno di quotazione delle azioni GTECH sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana sarà domani, giovedì 2 aprile 2015. EI Towers (-1,7% ) arretra dopo che l’Antitrust ha comunicato che l’OPAS su Rai Way (+1,2%) “non è suscettibile di essere autorizzata”. Inoltre per il cda della Rai “la citata offerta deve ritenersi improcedibile”.


I dati macro attesi oggi Mercoledì Primo aprile 2015 01:50 GIA Rapporto Tankan (settore manifatturiero) T1; 03:00 CINA Indice PMI servizi mar; 03:35 GIA Indice PMI manifatturiero (finale) mar; 03:45 CINA Indice PMI manifatturiero HSBC (finale) mar; 09:15 SPA Indice PMI manifatturiero mar; 09:45 ITA Indice PMI manifatturiero mar; 09:50 FRA Indice PMI manifatturiero (finale) mar; 09:55 GER Indice PMI manifatturiero (finale) mar; 10 :00 EUR Indice PMI manifatturiero (finale) mar; 10:30 GB Indice PMI manifatturiero mar; 14:15 USA Nuovi occupati (ADP) mar; 15:45 USA Indice PMI manifatturiero (finale) mar; 16:00 USA Indice ISM manifatturiero mar; 16:00 USA Spesa in costruzioni feb; 16:30 USA Scorte settimanali petrolio e derivati.