Il Real Time Turnover (Rtt) Index 2.0, aggiornato sulla base dei dati di fatturato delle imprese clienti TeamSystem, registra a maggio una flessione congiunturale del -0,4% rispetto ad aprile. Il calo è determinato soprattutto dalla contrazione di industria e servizi, mentre le costruzioni mostrano una tenuta relativa.
Nonostante il dato negativo mensile, la variazione acquisita nel secondo trimestre resta positiva, sostenuta dagli incrementi registrati nei mesi precedenti.
Industria e servizi in flessione, costruzioni più stabili
A livello settoriale, il quadro di maggio evidenzia dinamiche divergenti. L’industria segna un calo del -2,5%, interrompendo una fase di sostanziale stabilità nei mesi precedenti. Anche i servizi risultano in flessione, con un -1,6%, dopo la crescita registrata tra febbraio e aprile.
Più contenuto il calo nelle costruzioni (-0,3%), che confermano una maggiore resilienza rispetto agli altri comparti.
Nel complesso, la variazione acquisita del trimestre resta positiva per servizi e costruzioni, mentre diventa negativa per l’industria.
Tutte le aree in calo a maggio
Il Rtt Index segnala un arretramento diffuso su tutto il territorio nazionale. Le flessioni più marcate si registrano nel Sud (-1,8%) e nel Nord-Est (-1,4%). La variazione acquisita del trimestre resta positiva nel Nord-Ovest e nel Centro, ma diventa negativa nel Nord-Est e nel Mezzogiorno.
Imprese: produzione stabile ma costi sotto pressione
Sul fronte delle aspettative, l’indagine rapida del centro studi Confindustria sulle grandi imprese industriali associate indica per giugno una sostanziale stabilità della produzione.
Il 47,3% delle imprese prevede una produzione invariata rispetto al mese precedente, in aumento rispetto al 43,9% di maggio. Resta stabile la quota di chi si attende un incremento (43,9%), mentre scende all’8,8% la percentuale di imprese che prevede un calo (dal 14,3%).
Tra i fattori di sostegno emergono domanda e ordini, oltre a un miglioramento del giudizio sulla disponibilità degli impianti. Restano invece negativi i giudizi sui costi di produzione, sulle condizioni finanziarie e sulla disponibilità di materiali. Peggiora inoltre la percezione relativa alla disponibilità di manodopera.
Energia, trasporti e assicurazioni i nodi critici
Il contesto geopolitico continua a influenzare i costi delle imprese. Le tensioni in Medio Oriente incidono in particolare sulle materie prime energetiche, indicate come principale criticità dal 28,2% delle aziende.
Seguono trasporti, logistica e assicurazioni (21,4%) e l’aumento dei costi delle materie prime non energetiche e degli input intermedi (15%).
In uno scenario senza stabilizzazione del conflitto, le imprese indicano come principali rischi l’ulteriore incremento dei costi di trasporto e assicurazione (19,7%), il rincaro delle materie prime non energetiche (19,4%) e possibili ostacoli o riduzioni dell’export verso i paesi coinvolti nel conflitto (17,9%).






































