Il Consolato del Marocco promuove un asse tra i porti di Napoli e Tangeri

270
In foto il console Rachid Daidai con il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris

Un giovane Consolato, una consolidata comunità che vive pienamente inserita nella nostra metropoli e non fa parte di nessuna questione razziale, occupazionale o collaborativa. Come riportato anche da alcuni quotidiani, la comunita’ del Marocco che dimora da Napoli in giù conta circa 50mila unità, una realtà imponente e in via di forte espansione a livello commerciale e culturale. Tanto che ha visto la luce un importante progetto di gemellaggio e di scambio tra Napoli e Tangeri, dove hanno sede due dei porti più importanti del Mediterraneo. Non solo: s’è parlato dell’immigrazione, di imprenditori italiani che sono pronti a investire nel paese africano e di una nutrita schiera di politici e diplomatici del Marocco che si sono ritrovati proprio a Napoli, idealmente identificata come la capitale del Mediterraneo, per ravvivare i rapporti tra i due paesi e individuare nuove forme di sinergia. Questioni discusse all’hotel Mediterraneo nella convention di tre giorni sotto l’egida del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale del Marocco e organizzata dal Consolato generale di Napoli, il più importante presente sul territorio italiano in virtù del fatto che abbraccia cinque regioni (Campania, Puglia, Molise, Basilicata e Calabria) e i 50mila residenti marocchini. Ha fatto gli onori di casa Rachid Daidai, console del Regno del Marocco a Napoli che insieme a Jaquad Dequivec, direttore della cooperazione degli studi e coordinazione settoriale, e a Elpidio Capasso, consigliere al Comune di Napoli e della città metropolitana con delega alle partecipate, ha gettato le basi per riavvicinare la nostra città al Marocco. “Viviamo nell’era della
cooperazione e dunque abbiamo individuato nuove forme di collaborazione e inaugurato ulteriori scambi commerciali e culturali tra i nostri paesi. In particolare, l’incontro napoletano – ha spiegato il console Rachid Daidai – ha dato risposte concrete sulla questione della convivenza dei cittadini marocchini in città e fatto conoscere ancor di più ai nostri politici le tante potenzialità di Napoli, simbolo autentico della civiltà mediterranea”.