Consolato spagnolo, un progetto per i giovani del Quartiere Sanità

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In foto Jose Luis Solano Gadea, console di Spagna a Napoli

Molte zone campane hanno il problema del rischio criminalità dovuto ad una mancanza di prospettive per i giovani anche per ciò che attiene lo svago e l’intrattenimento che poi si sfoga nel centro urbano, tra Bar e locali vari in maniera massiva. Partendo dalla certezza che forse il primo monito sano viene dallo sport, qualcosa si può fare partendo dai cosiddetti quartieri a rischio. Ad esempio la nuova palestra di boxe al Rione Sanità sarà un cubo di vetron modo per mettere assieme cultura, sport, aggregazione e un po’ di innovazione, che significa anche voler incominciare da zero in un secolo dove il futuro non e’ solo una questione di tempo. Il progetto è nato grazie alla collaborazione dagli architetti della Federico II e dell’Università di Toledo, in Spagna, e prevede la riprogettazione degli spazi del chiostro dell’Istituto Ozanam alla Sanità. Un luogo che diventerà un punto di riferimento concreto per tanti giovani del quartiere , con lo scopo di allontanarli dai clan della camorra. Sarà una scatola leggera, in acciaio bianco e grandi vetrate, che si poggerà come una nuova lampada nel centro del cortile dell’Ozanam che accoglierà i ragazzi che faranno boxe al suo interno, potrà anche essere aperta completamente, al piano terra, permettendo di partecipare a competizioni o eventuali rappresentazioni musicali o teatrali. Il progetto è stato presentato tre settimane fa nel chiostro della Basilica di Santa Maria della Sanità alla presenza del console di Spagna José Luis Solano Gadea, Carmine Gravino delegato per la Curia di Napoli, Il questore Antonio De Jesu, il soprintendente Luciano Garella, l’assessore all’urbanistica Carmine Piscopo, il dirigente Massimo Santoro e il presidente della III Municipalità Ivo Poggiani , e dagli architetti delle facoltà di Napoli e Toledo. Sono state presentate le fasi per definire il percorso per la realizzazione della palestra. Nicola Flora docente della facoltà di Architettura delle Federico II afferma: “Il progetto, che abbiamo chiamato “LuxBox”, per la sua vocazione simbolica a divenire una vera scatola che porta luce a tutto il rione, richiamando ragazzi, bambini e intere famiglie a vivere il nuovo complesso nella sua interezza per l’intero arco delle 24 ore non manca di avere misure che rimandano ai rapporti geometrici della corte in cui si inserisce e che si relazionano alla simbologia della tradizione cristiana”.