Il console Famiglietti al Circolo Posillipo per celebrare Garcia Lorca

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“La letteratura drammatica dedicata a Federico Garcia Lorca è una poesia che diventa libro e si fa umana, l’essenza del Lorca poeta è racchiusa tutta in questa frase: ’Una poesia che diventa spettacolo’. Ecco. La nostra operazione parte da qui. E’ una verifica. Seduti a tavolino abbiamo analizzato la poetica del grande Andaluso. Ne abbiamo analizzato la struttura più elementare . Ne abbiamo vagliato i modelli più suggestivi. Ne abbiamo evidenziato i simboli, le allegorie. Un lavoro impegnativo. Finalmente la chiave di volta. La poesia di Lorca è una dichiarazione obiettiva dell’essere. Tutto vive. Bisogna dare vita a tutto, con la musica. Le luci. Gli attori. Il recital poetico ha inizio. Una gradinata: il pubblico. Nell’arena lotta un toro. E’ un gitano. Un artista, ma soprattutto un uomo. Il suo nome: Federico Garcia Lorca”: Martedì 7 maggio 2019 , alle ore 18,00, in collaborazione con il Circolo Nautico Posillipo e l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale“, il Centro Studi Erich Fromm di Napoli ha presentato il ‘Recital Poetico Musicale’: ” Omaggio a Federico Garcia Lorca- Incontro con la Poesia spagnola “ tenutosi presso il Circolo Nautico Posillipo , in via Posillipo 5 .
Tra i presenti il Console di Bulgaria e Direttore dell’Istituto di Cultura Meridionale Gennaro Famiglietti, che si è complimentato con tutti per questo tipo di iniziativa , rinnovando tra l’altro la sua presenza a pieno titolo, agli eventi del Circolo Nautico Posillipo, dopo l’investitura di Ambasciatore del Circolo nel mondo avvenuta qualche tempo fa. Il primo indirizzo di saluto è stato di Vincenzo Semeraro, Presidente del Circolo Nautico Posillipo : “Grazie per la nutrita partecipazione; fare cultura è importante per il nostro Circolo che è entrato a far parte del Centro Fromm, e il mio desiderio è portare sempre di più giovani in queste manifestazioni. ‘Essere o avere’ è il sinonimo di una situazione confusa che regna oggi, e la cultura è un mezzo di comunicazione importante per stare accanto a loro ” ; è seguito il saluto di Silvana Lautieri , Presidente del Centro Studi Erich Fromm: “ Grazie a tutti, partendo dai relatori della voce più autorevole della poesia spagnola, e dare la notizia dell’ingresso ufficiale del Presidente del Posillipo Vincenzo Semeraro tra gli iscritti del Fromm, è un mio motivo di gioia per il futuro. L’indifferenza è il peccato capitale dei nostri giorni e se vogliamo che Napoli sia alla testa della cultura e dell’etica civile , dobbiamo auspicarci che eventi come quelli della piccola Noemi ferita a morte per sbaglio durante un regolamento di conti , alla quale va un augurio particolare, non debbano più accadere.
Altro ‘incipit’ e coordinamento è stato quello della Professoressa Gabriella Palmiero: “ L’iniziativa del Prof. Piscopo non e’ la prima , più volte con gli incontri del Centro Studi Erich Fromm abbiamo avuto riprova del suo verbo poetico nel declamare, e adesso siamo coadiuvati anche dall’Orientale con il prof. Carlo Vecce, docente di Letteratura italiana. Quest’ultimo ha proseguito: “Ringrazio per l’invito: accompagneremo i presenti nell’ascolto tenendo conto che la cosa più importante è il messaggio di Garcia Lorca: dalla seconda guerra in poi la cultura italiana si è accorta di lui e della sua poetica. Acquistai da liceale alcune sue opere ed ebbi l’occasione di analizzare il ‘Lamento per Ignacio Sanchez Mejias’, che fu pietra miliare per Poeti e scrittori come Vittorini e la sua etica civile , nonché per il legame tra parola e musica che venne fuori dalle diverse traduzioni di questa poesia del lamento; come quella di Bo che mise in rilievo il gioco degli endecasillabi di alcune frasi”. Altra relatrice è stata Maria Alessandra Giovannini , Professoressa di Letteratura Spagnola presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, con un passato di ricerca nella cultura dell’America Latina passabndo per l’Universita di Barcellona. Il suo impegno politico era sempre legato al sui fare poesia e dal 1918 al 1936 fece coincidere le avanguardie come il cubismo , e negli anni venti rivestì il popolo gitano di un ruolo nuovo e mitico, coincidente con la rivalutazione dell’Andalusia. La sua poetica è quindi fatta di estrema immediatezza e modernità : portare la cultura al popolo, utilizzando esempio il coro come nella tragedia greca, per coniugare innovazione e tradizione alla stessa maniera “.
Il recital di Raffaele Piscopo coadiuvato dalla colonna sonora del tecnico musicale, Gennaro Navarra, ha permeato il pomeriggio da un poetico viaggio nel tempo : “Una poesia che diventa spettacolo; il mio progetto parte da qui, per dare vita a tutto, con le luci , con la musica. Da qui alcuni passi del poeta vittima della stessa guerra civile che influenzò le sue opere , scelta per offrire la giusta dimensione storica e suggestiva per l’ambiente in cui visse, disegnando con rigore e vigore una porzione fondamentale del sentire europeo immerso nella meravigliosa fantasia del poeta Federico Garcia Lorca, come in : “ Oggi sento nel cuore un vago tremore di stelle, ma il mio sentiero si perde nell’anima della nebbia. La luce mi spezza le ali e il dolore della mia tristezza bagna i ricordi alla fonte dell’idea. Tutte le rose sono bianche, bianche come la mia pena, e non sono le rose bianche, perché ci ha nevicato sopra. Prima ci fu l’arcobaleno. Nevica anche sulla mia anima. La neve dell’anima ha fiocchi di baci e di scene che sono affondate nell’ombra o nella luce di chi le pensa. La neve cade dalle rose, ma quella dell’anima resta e l’artiglio degli anni ne fa un sudario. Si scioglierà la neve quando moriremo? O ci sarà altra neve e altre rose piú perfette? Scenderà la pace su di noi come c’insegna Cristo? O non sarà mai possibile la soluzione del problema? E se l’amore c’inganna? Chi animerà la nostra vita se il crepuscolo ci sprofonda nella vera scienza del Bene che forse non esiste e del Male che batte vicino? Se la speranza si spegne e ricomincia Babele che torcia illuminerà le strade della Terra? Se l’azzurro è un sogno, che ne sarà dell’innocenza? Che ne sarà del cuore se l’Amore non ha frecce?Se la morte è la morte, che ne sarà dei poeti e delle cose addormentate che piú nessuno ricorda? O sole della speranza! Acqua chiara! Luna nuova! Cuori dei bambini! Anime rudi delle pietre! Oggi sento nel cuore un vago tremore di stelle e tutte le rose sono bianche come la mia pena. (Granada, novembre 1918 – Federico Garcia Lorca).
L’evento si e’ concluso con una lettura in lingua originale di una sua poesia .