Il console Schiavo difende l’affidabilità del Pareo Park

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In foto Vincenzo Schiavo, console onorario della Russia Napoli

E’ stata una recente scommessa, in una area geografica Campana dove l’esperienza e la serietà di un ruolo diplomatico non poteva sbagliare; così si spiega Il direttore del Pareo Park, Vincenzo Schiavo, anche Console Onorario della Federazione Russa, contattato da Fanpage.it, che racconta la versione della struttura su quello che è successo nel parco acquatico di Giugliano, in provincia di Napoli, dove una ventina di famiglie hanno denunciato che sui piedi dei loro figli piccoli sono comparse improvvisamente bolle e macchie rosse dopo che erano stati in acqua. Si sarebbe trattato, spiega, probabilmente di reazioni dovute all’immersione prolungata e le analisi dell’acqua avrebbero confermato che non c’è nessuna contaminazione. “L’acqua di Pareo Park viene controllata continuamente – spiega Schiavo – ogni due, tre ore i nostri tecnici verificano che i livelli siano normali e che non ci siano anomalie. Abbiamo ripetuto i test anche dopo l’allarme e tutto è risultato a norma: le piscine sono sicure e il parco resterà regolarmente aperto”.
La protesta, spiega il direttore, sarebbe nata da un gruppo di persone che avrebbero insistito per entrare malgrado fosse stato loro detto che la struttura era già piena. “Hanno cominciato a lamentarsi di tutto – continua Schiavo – fino a dire che i loro figli avevano queste lesioni sui piedi. Abbiamo indicato loro l’infermeria, ma insistevano che volevano dei rimborsi o dei biglietti gratis. Si sono infervorati, la polizia l’abbiamo chiamata noi per tenere la situazione sotto controllo. Loro chiedevano che il parco venisse chiuso, malgrado anche gli agenti li invitassero a rivolgersi all’infermeria”.
“Le foto le ho viste – prosegue Schiavo, riferendosi alle immagini pubblicate sui social dai genitori – non sappiamo a cosa siano dovute quelle irritazioni, forse derivano dal fatto che i bimbi sono stati molto tempo in acqua o magari camminavano senza ciabatte. Se ci fosse stato qualcosa nell’acqua, però, le lesioni sarebbero comparse su molti più bambini, oggi nella struttura ce n’erano tremila. Forse qualcuno vuole denigrare il parco. Oggi addirittura c’era chi diceva che la polizia aveva ordinato a tutti di uscire dall’acqua, cosa assolutamente falsa. Noi dal lato nostro faremo di tutto per tutelare la struttura e le centinaia di persone che ci lavorano”.
E l’esperienza associata alla magnanimità alla fine vince ed e’ una questione di evidenze oggettive, anche perché strutture del genere in questo territorio sono necessarie per la portabilità stessa della realtà sociale del luogo che non vuole stagnate dietro le irregolarità che fanno chiudere i locali, ma sottolineare l’importanza che un impianto a norma e’ alla base del mantenimento stesso della struttura .