Consumi: Articolo 1, crisi cambia spesa e chiede professionalità innovative

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Milano, 22 ott. (Labitalia) – La grande crisi, iniziata dieci anni fa, ha cambiato e riorientato gli atteggiamenti del consumatore, cioè delle famiglie italiane, e non solo, che fanno la spesa. Con quali modalità lo racconta Anna Zinola, docente Psicologia del marketing all’Università di Pavia, nel suo libro ‘La rivoluzione nel carrello’ edito da Guerini Next. E proprio questo è stato l’argomento affrontato a Milano, presso la sede di Articolo1, durante il workshop ‘Cambiano i consumi. E il lavoro?’. “La crescita costante di un mondo sempre più automatizzato e con una tecnologia che la fa sempre più da padrone fa sparire le professioni ripetitive, ma apre a una serie di nuove professionalità legate a tutto il mondo.it”, ha fatto notare Claudia Guardamagna, consumer and marketing insight manager di Samsung.

Profili, questi, come ha indicato Gianni Scaperrotta, direttore generale di Articolo1, complessi da reperire sul mercato. Quasi impossibile, infatti, recuperare sviluppatori java/hp, tecnici informatici, ingegneri elettronici, data scientist, specialisti cyber security, cloud architects, ecommerce manager. Entrambi hanno convenuto sulla necessità di un maggiore raccordo e collaborazione fra università e mondo del lavoro. E di e-commerce e retail ha parlato Francesco Riganti, direttore marketing di Mondadori Retail e consigliere Confimprese, sottolineando come gli acquisti on-line segnino valori importanti, ma come la gente stia riscoprendo anche il piacere del negozio e del contatto relazionale. A proposito di retail ha portato, inoltre, alcuni dati sulle conseguenze delle chiusure domenicali dei negozi.

Secondo Confimprese, in caso di chiusura domenicale dei negozi, saranno circa 150mila i posti di lavoro che verranno a mancare, pari al 5% dell’attuale occupazione nel retail, che colpirà soprattutto giovani e donne. Molto interessanti anche i dati emersi dal sondaggio elaborato da YouTrend per Confimprese che ha fotografato il sentiment dei consumatori italiani sulle chiusure festive: 2 su 3 dicono no. Tra gli intervistati che fanno abitualmente acquisti nei giorni festivi il 37,8% dichiara che ridurrebbe gli acquisti e il 25,2% che farebbe più acquisti online; tra chi fa acquisti nei festivi 1-2 volte al mese, il 24,7% dichiara che farebbe meno acquisti e il 19,1% che sposterebbe una parte di questi online.