Consumi, decreto taglia bollette in Consiglio dei ministri: via gli oneri alle imprese sul gas

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Togliere gli oneri del gas ai produttori di elettricità, e farli pagare invece ai consumatori sulle bollette elettriche. E in questo modo, abbassare il costo dell’elettricità per imprese e famiglie. Sembra un controsenso, e invece è la misura centrale del decreto bollette che andrà in Consiglio dei ministri la prossima settimana, quella dalla quale ci si attende il maggior risparmio per imprese e famiglie. Ma è anche un meccanismo a rischio, che tocca la tassazione europea delle emissioni Ets, e che potrebbe essere bocciato da Bruxelles.
L’articolo 5 della bozza del decreto prevede che chi produce elettricità con il gas non debba pagare gli oneri legati al trasporto del gas e alla tassazione Ets. Questi oneri dovrebbe essere spostati nelle bollette elettriche, e quindi pagati dai consumatori. A prima vista, sembra un’assurdità. E invece, il meccanismo alla fine porterebbe una riduzione delle tariffe elettriche per i consumatori. Sempre che la Ue lo accetti. Il costo dell’elettricità nei paesi dell’Unione europea viene fissato ogni ora sulla base della fonte più costosa che serve per soddisfare la domanda. Questa fonte in Italia per il 70% del tempo è il gas. Il costo del metano quindi finisce per determinare il prezzo italiano della corrente elettrica. Se il gas costa meno, perché alle centrali termoelettriche non si fanno pagare trasporto ed Ets, anche il prezzo della corrente cala, compresa quella prodotta con le rinnovabili.
Questi oneri, se pagati dai produttori termoelettrici, per il meccanismo europeo che definisce i prezzi della corrente, finiscono per moltiplicarsi su tutti gli altri produttori di corrente. Il trucco escogitato dai tecnici del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica gioca proprio su questo fatto. Gli oneri di trasporto del gas e la tassazione Ets vengono tolti dal costo del gas (che determina il prezzo di tutta la produzione elettrica, anche quella da rinnovabili) e spostati sulle bollette dei consumatori. Queste ultime si alzano, ma d’altra parte il costo più basso della produzione elettrica dal gas fa diminuire in modo molto più consistente il costo della produzione complessiva. E alla fine il consumatore, famiglia o impresa che sia, ci guadagna. Gli oneri di trasporto sul gas ammontano oggi a 7 euro al megawattora, la tassazione Ets è sui 25-30 euro al megawattora. Su di un costo dell’elettricità che oggi in Italia è sui 115 euro al megawattora, il risparmio potrebbe essere di qualche miliardo di euro. La fetta più grossa di quei 3,5 – 4 miliardi che il ministero di Gilberto Pichetto Fratin conta di tagliare sulle bollette. Il problema è che toccare la tassazione Ets potrebbe non piacere all’Unione europea. Bruxelles potrebbe vedere questo spostamento dei pagamenti come una distorsione del mercato, un aiuto indebito ai produttori termoelettrici. L’ultimo comma dell’articolo 5 del decreto bollette prevede infatti che la misura sull’Ets sia “subordinata alla preventiva autorizzazione della Commissione europea”.