Conte: Il Sud non è una causa persa, da qui riparte tutto il Paese

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In foto Giuseppe Conte

“Oggi il Governo pianta le radici di quelle idee in Calabria, a Gioia Tauro, con il Piano per il Sud 2030. Quelle parole inizieranno a germogliare e a far rumore per scuotere il Meridione e, con esso, l’Italia intera. Perché la carenza di investimenti patita da questi territori, negli anni, ha finito per indebolire anche il Nord. Quella che abbiamo intenzione di intraprendere oggi è una netta inversione di marcia: il Sud non è una ‘causa persa’, ma è la causa su cui investire le migliori energie per far ripartire tutto il Paese”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte in una lettera indirizzata al Quotidiano del Sud, nel giorno in cui, assieme al ministro Giuseppe Provenzano, presenterà il piano per il Meridione. “Siamo determinati – spiega il presidente del Consiglio – a varare una serie di misure che vanno a integrare un Piano strutturale di rilancio del Sud”. In questa sfida “non partiamo da zero. C’è un Sud che chiede solo di liberare la sua dirompente forza, testimoniata dalla resilienza che i territori hanno saputo dimostrare negli anni più duri della crisi. Nessuno può perdere il treno di questo Piano, che individua le risorse da attivare, i bisogni da affrontare e i risultati da raggiungere. Investiamo realmente sul Sud, perché è il momento di restituire al Meridione le occasioni che non gli sono state concesse”. “Fra le leve di questa accelerazione c’è la garanzia e il rafforzamento della clausola del 34% degli investimenti pubblici al Sud, soprattutto da parte di Ferrovie e Anas, il recupero della capacità di spesa sul Fondo di sviluppo e coesione, la spinta verde del green new deal, dell’abbraccio fra economia ed ecologia. Dobbiamo correre, tutti insieme, per territori connessi, inclusivi, votati all’innovazione, in cui la rete della scuola e della ricerca è il trampolino per una nuova stagione di sviluppo, per nuove occasioni di lavoro”, esorta Conte.

Mezzogiorno ad alta velocità e raddoppio delle linee ferroviarie

Sulle infrastrutture “non c’è più spazio per accettare la zona retrocessione nella quale vivono le splendide Regioni del Mezzogiorno. Con Ferrovie stiamo lavorando intensamente per accelerare il più possibile la realizzazione dell’Alta capacità e dell’Alta velocità, che vedano protagoniste Napoli, Bari e Reggio Calabria. Ci sono importanti investimenti per il raddoppio delle linee ferroviarie, stiamo progettando o realizzando (e quindi finanziando) tutto il rafforzamento dei tracciati, Sicilia compresa. Lo stesso vale per le infrastrutture viarie. Il 10 marzo, ad esempio, la ministra De Micheli sarà proprio in Calabria per inaugurare il terzo megalotto della 106 Jonica, una gara d’appalto da oltre 1,3 miliardi di euro”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte in una lettera indirizzata al Quotidiano del Sud, nel giorno in cui sarà a Gioia Tauro, assieme al ministro Giuseppe Provenzano, per presentare il piano per il Meridione. “Oggi dal Sud vogliamo gettare le basi per il grande cantiere dell’Italia di domani – scrive il presidente del Consiglio -. Dobbiamo costruire le arterie capaci di spingere e collegare le migliori energie dell’Italia, grazie a un Sud finalmente rivolto ai giovani e alle loro legittime aspirazioni. Da loro arriva nuovo ossigeno per il Paese: sta a noi incoraggiarli e sostenerli, asfaltando la strada del riscatto”.

Entro il 2021 opere appaltabili per 33,5 mld

Promuovere la realizzazione e il completamento di opere in ambito ferroviario, stradale, idrico e edilizio. E’ uno degli obiettivi del piano messo a punto dal Governo per lo sviluppo del Sud, presentato oggi a Gioia tauro dal premier Giuseppe Conte e dai ministri Giuseppe Provenzano e Lucia Azzolina. Per quanto riguarda le infrastrutture, il piano del ministero prevede opere appaltabili entro il 2021 per 33,5 milioni di euro. I principali interventi, oltre all’avvio di nuove opere, riguardano la manutenzione programmata, l’ammodernamento, l’adeguamento e la messa insicurezza. Le infrastrutture programmate sono, invece,pari a 54,8 miliardi di euro, di cui 46 miliardi di euro finanziati.
Fra gli interventi prioritari presentati dal ministro Provenzano sono indicati: il collegamento viario Ragusa-Catania; la strada statale 106 jonica; la SS 121 catanese; la SS 268 del Vesuvio; la SS 17 dell’Appennino abruzzese ed appulo-sannitico; la SS 16 adriatica; il raccordo autostradale Salerno-Avellino; la linea alta velocita’-alta capacita’ Salerno-Reggio Calabria; la linea alta velocita’-alta capacita’ Napoli-Bari e la linea Messina-Catania. Sono 27,5 i miliardi disponibili per interventi sulla rete ferroviaria, 5 per infrastrutture stradali, mentre 360 milioni sono destinati ad opere idriche a cui si aggiungono altri 600 milioni per interventi in altri settori.