Conte incassa la seconda fiducia

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Roma, 6 giu. (AdnKronos) – Giuseppe Conte ottiene la fiducia. I sì della Camera sono stati 350, mentre 236 i no. Le astensioni sono state 35. Ieri c’era stata quella del Senato.

MIGRANTI – Sulla gestione della migrazione ”abbiamo indicato delle direttive che orienteranno la nostra azione” nel contratto. ”C’è l’esigenza di gestire i flussi migratori che finora, a livello europeo, si è rivelata fallimentare”. Occorre una ripartizione ”più equa delle responsabilità a livello europeo” dei flussi migratori, sottolinea il presidente del Consiglio. ”Non è una questione solo economica ma riguarda il concetto di cittadinanza europea. E’ inutile chiedere più Europa se veniamo lasciati soli, con gli altri paesi frontalieri, di fronte a questi problemi e, semmai, veniamo esposti a dilemma-ricatto di avere qualche incentivo economico pur di gestirli da soli”.

FLAT TAX – La flat tax avrà ”un sistema di aliquote, per recuperare in qualche modo i criteri di progressività” come previsto dalla Costituzione, e ”la no tax area”. ”Credo che possiamo essere tutti d’accordo” sul fatto che ”il sistema fiscale tributario oggi in Italia lascia molto a desiderare. C’è da operare una riforma” e ”confidiamo quanto prima di portare un progetto”, sottolinea il presidente del Consiglio.

SALUTE – Sulla sanità “su una cosa saremo inflessibili. Saremo ispirati a un principio direttivo: nelle scelte dei responsabili delle strutture sanitarie non vogliamo l’influenza della politica”. Il premier ha sottolineato come, sul fronte della salute, è necessario che “il divario socio-economico non vada a inficiare in alcun modo il diritto alle cure”.

MERIDIONE – Sugli “interventi al sud, lo abbiamo già chiarito: forse nel contratto di governo ci sono poche righe” sul Meridione, ma “avere un ministro per il sud è un gesto di grande attenzione” ha aggiunto, ricordando che in Italia “non riusciamo a utilizzare a pieno tutti i fonti per il sud” disponibili.

SCUOLA – Sulla buona scuola ”abbiamo ragionato con tanti stakeholder, tanti soggetti interessati, dirigenti e insegnanti esperti, ci sono delle criticità su cui intendiamo intervenire”.

CORRUZIONE- “Gli onesti con noi non hanno da temere nulla” ha detto durante la discussione a Montecitorio. Il contrasto alla corruzione va attuato “agendo su due livelli: da un lato agire sulla deburocratizzazione”, dall’altro “contrastare la corruzione a tutti i livelli”.

CONFLITTO D’INTERESSI- Le parole sul conflitto di interessi hanno scatenato la bagarre nell’emiciclo. “Quello del conflitto di interessi è una vexata quaestio e queste interruzioni dimostrano che ciascuno ha il piccolo conflitto d’interesse da risolvere”. Parole che costringono il presidente Roberto Fico a richiamare alcuni parlamentari. A protestare contro Conte è stato il Pd. Prima Roberto Giachetti che costringe il presidente Fico a intervenire per richiamarlo all’ordine: ”Potrete parlare dopo, ora Conte deve continuare il suo discorso, poi ci sono le dichiarazioni di voto…”. Poi il discorso del premier viene interrotto la seconda volta dall’esponente dem Emanuele Fiano, che urla: ”Questo è il Parlamento, si scusi!”. E Fico torna a farsi sentire: ”Come indipendente devo far funzionare l’Aula e voi sapete benissimo cosa significa essere indipendente e terzo. Quando sarà il vostro turno, interverrete”. Conte riprende a parlare e prova a gettare acqua sul fuoco: ”Sono stato frainteso, non volevo accusare nessuno”. E ancora: “Vedete, il conflitto d’interessi si annida anche nei condomini”, obiettivo del governo sarà fare in modo di “prevenirlo” così che “chi è chiamato a rivestire funzioni pubbliche sia invitato a sottrarsi a situazioni che ne minano l’operatività”.

GIUSTIZIA – Sulla giustizia “non diciamo che tutto va bene. La giustizia è diventata censitaria, chi oggi può spendere soldi riesce a difendere meglio le proprie ragioni. Quindi noi dobbiamo, nel rispetti dei principi” che animano la giustizia, “essere consapevoli che ci sono dei margini d’intervento”. La giustizia, rimarca Conte, “va migliorata perché tutti i cittadini devono essere trattati allo stesso modo”, ma anche “per attrarre investimenti stranieri”, perché i limiti del sistema giudiziario sono “una delle ragioni per cui il nostro paese non esercita molto appeal”. Dopo aver lanciato l’allarme sul fatto che il sistema sta diventando “censitario”, annuncia di volerlo riformare, tra l’altro, “nel rispetto dei principi costituzionali di presunzione di colpevolezza”. Omette, insomma, il fondamentale “non” contemplato all’art.27 della Costituzione. Ma la chiara svista passa inosservata anche in aula, dove nessuno protesta, nemmeno fra i garantisti degli schieramenti di opposizione.

INFRASTRUTTURE – Sulle infrastrutture “siamo stati contestati perché il governo non è sensibile” al tema, “ma è il contrario. Noi abbiamo detto un’altra cosa e la rivendichiamo: occorre valutare costi e benefici”, ma gli investimenti in questo comparto “sono un passaggio fondamentale in una politica di crescita, quindi sicuramente non ci sottrarremo a investimenti in infrastrutture”.

TURISMO – Sul “turismo è stato detto che non ci siamo: forse è responsabilità mia non aver chiarito che le mie dichiarazioni vanno integrate col contratto di governo, non potevo riassumere tutti i temi nel mio intervento. Quando si ragiona di turismo, è nel contratto c’è molta attenzione” a questo tema, “parliamo di agricoltura, di promozione del made in Italy, di trasporti, di tutta una serie di profili che vanno integrati, non si può agire in compartimenti stagni”.

BANCHE POPOLARI- “E’ opportuno distinguere fra banche che erogano credito e sono caratterizzate a livello territoriale, e banche di investimento votate più alla speculazione” ha detto Conte. “Anche esperti del settore hanno rimarcato l’opportunità di operare una distinzione sul piano della disciplina. Ci sarà una revisione dei provvedimenti sul crediti cooperativo e sulle banche popolari”.

TERZO SETTORE – “Non vogliamo smantellare il passato” e “puntiamo a valorizzarlo nel senso della sussidiarietà” ha assicurato Conte, spiegando di vedere “istanze di solidarietà e le difficoltà di misurare il welfare”.

CULTURA – “Abbiamo un codice degli appalti pubblici che da due anni non viene applicato e lo dico io che sono un giurista e sono sensibile alla cultura della legalità ma cultura della legalità non significa che non si fanno le cose in Italia, ma che si devono fare bene”. “Occorre prendere atto che le pubbliche amministrazioni non sono in grado di poter pienamente operare: oggi come oggi, chi sta fermo viene avvantaggiato e si preferisce non avventurarsi nella gestione di procedure di gara che espongono a rischi e insidie”.

POLITICA ESTERA – Per quanto riguarda la posizione a livello internazionale, ha sottolineato, “siamo nella Nato e vogliamo, come dice il poeta, rimanerci optime”. “Mi è stato rimproverato di non aver usato le parole ‘pace’ e ‘cooperazione’, ma non mi sembra che nel programma di governo ci siano proposte di bellicisti”. “Pensare che da qui possa partire un indirizzo bellicista mi pare sia una preoccupazione immotivata”, ha precisato.