Conte: “Stop Pil? Manovra invertirà trend”

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Roma, 30 ott. (AdnKronos) – “E’ uno stop congiunturale che riguarda l’intero quadro dell’economia europea. Lo avevamo previsto ma proprio per questo abbiamo deciso di fare una manovra espansiva. L’Italia non può andare in recessione, bisogna invertire la marcia ed è per questo che abbiamo pianificato una manovra” che “mira a invertire questo trend”. Lo dice alla stampa italiana a Nuova Delhi il premier Giuseppe Conte, commentando gli ultimi che in una stima provvisoria indica il Pil invariato nel terzo trimestre del 2018 rispetto al trimestre precedente.

Sulla manovra “non rivediamo alcunché – sottolinea ancora il presidente del Consiglio – Abbiamo detto il 2,4%” e “rimane quello. Abbiamo detto però che è un tetto massimo e non intendiamo superarlo”. Ieri “ho visto il ministro Tria ma anche i tecnici del Mef e i rappresentanti delle forze politiche con cui stiamo lavorando al disegno di legge sul bilancio. Ho ritardato” la partenza per l’India “semplicemente perché avevamo da definire alcuni passaggi – spiega – Ho ritenuto più opportuno rimanere e confrontarmi per coordinare la sintesi politica”. Sulla manovra, aggiunge, “non c’è nulla di nuovo. Stasera rientro e dovrei aver trovato anche i tecnici del Mef che hanno rivisto un po’ i conti alla luce degli ultimi interventi”.

Poi la Tav. “Studieremo” il dossier “con cura, siamo in dirittura d’arrivo, stiamo ultimando l’analisi costi-benefici – dice il premier – Stiamo cercando di curare tutti i dettagli e ci sarà una sintesi come abbiamo fatto con altre opere”.

Quanto alle tensioni sul dl sicurezza, Conte osserva che “le osservazioni critiche sono benvenute ma c’è un momento in cui bisogna fare una sintesi. I parlamentari che si riconoscono nella maggioranza devono assumere un atteggiamento di consapevolezza e responsabilità” attenendosi “al contratto di governo”. C’è il rischio che i senatori contrari al dl sicurezza vengano espulsi dal M5S? “Questo rischio non spetta a me valutarlo. Non sono il leader del Movimento 5 Stelle. Dico semplicemente, da responsabile dell’autorità di governo, che abbiamo presentato un decreto legge, è legittimo presentare osservazioni critiche, ma poi c’è un momento in cui bisogna tirare le fila di queste posizioni critiche e concentrarsi sull’obiettivo che spetta al Parlamento”, ovvero “la conversione del decreto legge”.