Conto corrente: 7 costi nascosti da controllare prima di aprirlo

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Stai per aprire un nuovo conto corrente. L’offerta sembra allettante: canone zero, nessun costo di apertura, bonifici gratuiti. Firmi nella convinzione di aver fatto un affare. Poi, dopo qualche mese, scopri che l’estratto conto è pieno di voci che non avevi considerato. Commissioni qui, spese là, addebiti che nessuno ti aveva menzionato.

Non è malafede, nella maggior parte dei casi. Semplicemente, le banche hanno decine di voci di costo e non tutte vengono evidenziate nelle promozioni. Alcune scattano solo in determinate condizioni, altre sono scritte in piccolo nei fogli informativi. Prima di scegliere un conto, vale la pena sapere dove guardare per evitare sorprese. Vediamo i 7 costi nascosti più comuni.

1. L’imposta di bollo che scatta automaticamente

Questo non è propriamente un costo della banca, ma una tassa statale. Però molti non la conoscono e si stupiscono quando compare sull’estratto conto. Se la giacenza media annua del conto supera i 5.000 euro, scatta automaticamente l’imposta di bollo di 34,20 euro all’anno.

La giacenza media si calcola sommando i saldi giornalieri e dividendo per 365 giorni. Anche se per gran parte dell’anno il saldo è sotto i 5.000 euro, basta un periodo con cifre più alte per far salire la media oltre la soglia.

2. Le commissioni sugli sconfinamenti

Andare “sotto” con il conto, anche di pochi euro, può costare caro. Non tutti i conti permettono di sconfinare e le banche che danno questa possibilità applicano interessi sullo scoperto. Troviamo inoltre la commissione di istruttoria veloce, un costo che viene addebitato ogni volta che si sconfina.

Questa commissione serve teoricamente a coprire i costi che la banca sostiene per verificare rapidamente se concedere lo scoperto. In pratica è un costo aggiuntivo che si somma agli interessi. Gli importi variano, ma possono arrivare a diverse decine di euro per ogni sconfinamento.

Per chi tende ad arrivare a fine mese sul filo, questi costi si accumulano rapidamente. Meglio monitorare il saldo e, se necessario, richiedere un fido in modo da avere condizioni chiare e costi prevedibili invece di sconfinamenti casuali.

3. I prelievi fuori dalla rete della banca

Molti conti pubblicizzano prelievi gratuiti, ma la gratuità vale solo per gli sportelli automatici della propria banca o del circuito convenzionato. Prelevare da uno sportello di un’altra banca costa, e non poco.

Le commissioni sui prelievi da sportelli di altre banche possono variare da 2 a 5 euro a prelievo. Se si preleva spesso e non sempre dalla stessa banca, questi costi si accumulano. Nel giro di un anno, possono fare diverse decine di euro.

La soluzione è pianificare i prelievi e farli solo agli sportelli della propria banca. Oppure scegliere banche che offrono prelievi gratuiti su qualsiasi sportello, anche se questi conti potrebbero avere altri costi maggiori altrove.

4. Le operazioni allo sportello che costano

I conti online e quelli a zero spese spesso prevedono gratuità solo per le operazioni fatte online. Appena si va allo sportello fisico, scattano le commissioni. Un bonifico che online è gratis, allo sportello può costare da 2 a 5 euro o più.

Lo stesso vale per versamenti, prelievi allo sportello, richiesta di estratti conto cartacei, liste movimenti. Ogni operazione fatta con l’intervento di un operatore ha un costo, spesso non trascurabile.

Per chi è abituato alla filiale e al rapporto personale, questo può essere un problema. La soluzione è imparare a fare le operazioni base online, riservando lo sportello solo per cose che davvero richiedono assistenza umana.

5. Le commissioni sui bonifici verso l’estero

I bonifici SEPA, cioè verso paesi dell’Unione Europea, sono generalmente gratuiti o hanno costi contenuti. Ma appena si esce dall’area SEPA, i costi salgono drasticamente.

Un bonifico verso paesi extra-UE può costare da 10 a 30 euro, a volte anche di più. E non è finita: spesso ci sono anche maggiorazioni sul tasso di cambio, quindi si paga non solo la commissione ma anche un cambio sfavorevole.

Chi fa bonifici internazionali con una certa frequenza dovrebbe valutare conti specifici o servizi specializzati che offrono condizioni migliori per le operazioni in valuta estera.

6. Le carte di credito e i loro costi accessori

Molti conti includono una carta di debito gratuita, ma se si vuole una carta di credito spesso c’è un canone annuale. Questo canone può variare da 20-30 euro per carte base fino a oltre 100 euro per carte premium.

Ma non è solo il canone il problema. Ci sono anche altri costi potenziali: commissioni per prelievi di contante con la carta di credito, che sono quasi sempre più alte dei prelievi con bancomat; interessi sul credito revolving se non si salda tutto a fine mese; commissioni per pagamenti in valuta estera.

Prima di richiedere una carta di credito, vale la pena valutare se serve davvero o se una carta di debito è sufficiente. E se serve, confrontare i costi tra diversi emittenti.

7. I servizi che si attivano e restano attivi

Questo è forse il costo più subdolo. Molte banche propongono servizi aggiuntivi: SMS alert, assicurazioni, servizi di consulenza. Alcuni partono gratis per i primi mesi, poi diventano a pagamento.

Il problema è che spesso ci si dimentica di averli attivati. Il costo mensile può sembrare piccolo – 2, 3, 5 euro – ma nell’arco di un anno diventa una cifra significativa. E spesso per servizi che non si usano nemmeno.

Vale la pena fare pulizia periodica dei servizi attivi sul conto. Controllare l’estratto conto, identificare voci ricorrenti, valutare se servono davvero. Disattivare tutto ciò che non è essenziale può far risparmiare diverse decine di euro all’anno.

Come difendersi dai costi nascosti

Il primo strumento di difesa è l’Indicatore Sintetico di Costo. Questo valore, presente in tutti i documenti informativi, indica quanto costerebbe il conto a un cliente tipo nel corso di un anno. Non è personalizzato sulla propria situazione, ma dà un’idea dei costi complessivi.

Il Foglio Informativo è il documento dove sono elencati tutti i costi del conto, servizio per servizio. È lungo, noioso, scritto in burocratese, ma è lì che si trovano tutte le informazioni. Meglio leggerlo prima di firmare.

L’estratto conto mensile va controllato regolarmente. Molti lo ricevono e non lo guardano nemmeno. Invece ogni voce di addebito andrebbe verificata. Se c’è qualcosa che non torna o che non si capisce, chiedere spiegazioni alla banca.

Findomestic offre soluzioni trasparenti, dove tutti i costi del conto corrente vengono comunicati chiaramente fin dall’inizio. La trasparenza è fondamentale per costruire un rapporto di fiducia con i clienti.

Confrontare prima di scegliere

Il mercato bancario è competitivo. Esistono decine di offerte diverse, da banche tradizionali a banche online, da conti a zero spese a conti con canone che include molti servizi.

Non esiste il conto perfetto per tutti. Dipende da come si usa il conto. Chi fa molte operazioni potrebbe trovarsi meglio con un conto a canone fisso che include tutto. Chi usa poco il conto potrebbe preferire un conto a consumo senza canone.

Prima di aprire un conto, conviene confrontare almeno tre o quattro offerte diverse. Guardare non solo il canone ma anche i costi delle operazioni che si fanno più spesso. Calcolare quanto si spenderebbe realmente in un anno con quel conto, in base al proprio uso effettivo.

Cambiare conto è più facile di quanto si pensi

Molti tengono un conto che non li soddisfa perché pensano che cambiare sia complicato. In realtà, grazie alla normativa sulla portabilità, cambiare banca è diventato molto più semplice.

La nuova banca si occupa di trasferire domiciliazioni, accrediti di stipendio o pensione, addebiti automatici. Il cliente deve solo firmare l’autorizzazione. Tutto il resto lo gestiscono le banche tra loro.

Attenzione però: la portabilità non chiude automaticamente il vecchio conto. Va richiesta esplicitamente la chiusura, altrimenti si continua a pagare i costi del vecchio conto anche se non si usa più.

La trasparenza fa la differenza

I costi nascosti esistono, ma con un po’ di attenzione si possono individuare ed evitare. La chiave è leggere bene le condizioni prima di firmare e monitorare regolarmente il conto una volta aperto.

Le banche sono tenute per legge a comunicare tutti i costi nei documenti informativi. Il problema è che questi documenti sono lunghi e complessi. Serve pazienza per leggerli, ma ne vale la pena.

Un conto corrente è uno strumento che si usa tutti i giorni per anni. Dedicare un po’ di tempo a sceglierlo bene e a capire i costi reali può far risparmiare centinaia di euro nel tempo. Soldi che possono essere usati per cose più utili che commissioni bancarie.