Contship, il progetto PortoLab punta anche su Napoli

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Il gruppo Contship Italia punta ad estendere il progetto PortoLab a livello nazionale. Perché è convinto che sia utile a tutti i territori costieri che i porti italiani, abitualmente chiusi al pubblico, si aprano invece ai bambini e ai ragazzi delle scuole primarie, e “insegnino” nel concreto cosa significa lavorare in uno scalo, su una nave container. Lo ha spiegato oggi a Milano il responsabile marketing del gruppo Contship Italia, Daniele Testi, tra i promotori di PortoLab, il progetto nato alla Spezia dieci anni fa e aperto da ieri anche a Marina di Carrara alle scuole primarie di tutta la provincia. “Contiamo di estenderlo e siamo convinti che sarebbe positivo se si facesse qualcosa di analogo in tutti i porti italiani, da Trieste a Venezia, da Genova a Savona, da Ravenna ad Ancona, da Napoli a Taranto, da Brindisi a Palermo. Si tratta di coinvolgere, naturalmente, Provveditorati e Autorità di sistema, ma siamo convinti che sia possibile, con l’aiuto di tutti. Questo progetto, cioè far toccare con mano ai ragazzi la realtà di un porto, non potrà che agevolare i ragazzi nelle loro scelte future. E comunque può rappresentare per loro una crescita dal punto di vista culturale che potrà rivelarsi preziosa. La nostra è una scommessa in primo luogo culturale”.