Convegno dei GI di Confindustria, Amendola: L’obiettivo è il Pil e non i desideri

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in foto Vincenzo Amendola

“Non sono 500 progetti. non e’ un cesto di ciliegie. Non e’ un vaso di Pandora”. Abbiamo scelto sei linee guida: significa cluster, significa azioni, significa macroprogetti che saranno ventina e sottoprodotti che saranno molti di meno”, precisa Amendola. I macroprogetti “sono i cluster, gli aggregatori” di singoli progetti. Ed “ogni progetto deve avere come obiettivo l’impatto sulla crescita, sul Pil, e non sui desideri”. Poi servono “le riforme”, non possono esserci Investimenti “senza riforme procedurali, normative”. “Fare investimenti significa anche cambiare noi stessi”. Il ministro degli Affari Europei, Enzo Amendola, lo sottolinea parlando della messa a punto del piano nazionale per il Recovery Fund, al convegno dei Giovani Imprenditori di Confindustria. Poi aggiunge, “crediamo in una concertazione istituzionale”, “siamo l’unico Paese che ha fatto votare le linee guida in Parlamento” ed e’ il primo passo, indica il ministro, per una concertazione piu’ ampia, a tutti i livelli. Le condizionalita’? Non esiste una politica di investimento in un Paese come il nostro, e negli altri Paesi europei che non che non comporti riforme, sottolinea Amendola: “Non sono condizionalita’. Sono politiche necessarie per costruire una politica di investimenti”. E aggiunge: “A volte, alcuni elementi mi fanno ridere. Nel piano c’e’ il famoso ‘freno d’emergenza’. Mi dicono sempre che e’ un rischio per l’Italia. Io non credo che sia cosi’. Io voglio andare a vedere quello che fanno gli altri Paesi, voglio vedere se gli altri Paesi fanno le riforme. E magari saremo noi a tirare il freno di emergenza su altri Paesi”. Le condizionalita’ sono “elementi di sistema per il mercato unico, per la crescita e per la la logica degli investimenti”, necessarie per i Paesi Europei che vengono da una situazione “precordi” che gia’ era “di bassa crescita e bassa produttivita’”.