Convegno Hera sullo sviluppo sostenibile

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Bologna, 4 giu. – (AdnKronos) – In occasione della Settimana europea per lo sviluppo sostenibile, Hera rilancia con un convegno, “Ecosistema e la sua unitarietà: una sfida per un futuro sostenibile”, il dibattito sulle riforme future, mostrando i risultati emersi dal bilancio di sostenibilità, con quasi 2 miliardi di euro distribuiti nel solo 2017 a stakeholder e fornitori del territorio. Hera è il primo operatore in Italia nel settore ambientale per i rifiuti trattati, terzo per il gas, secondo operatore nella gestione dell’illuminazione pubblica e secondo operatore nel ciclo idrico per acqua erogata. Serve 349 comuni per un totale di oltre 4,4 milioni di cittadini.

“Le riflessioni proposte nel convegno di oggi – ha commentato Tomaso Tommasi di Vignano, presidente esecutivo del Gruppo Hera – ci dicono che i temi della sostenibilità stanno diventando un patrimonio del mondo economico e finanziario, e questo dà ragione ad Hera che con largo anticipo ci ha scommesso, contribuendo a dare a questi temi concretezza che nel corso degli anni ha saputo essere di esempio agli altri. Parlando di ecosistema – ha proseguito Tommasi – Vogliamo ribadire la necessità di fare squadra con il territorio e i suoi attori, coniugando fattori ambientali, economici e sociali”.

Presente al convegno anche uno dei massimi esperti mondiali di sviluppo sostenibile, Jeffrey Sachs, professore di economia della Columbia University, che ha avuto un ruolo importante nell’elaborazione degli obiettivi di Sustainable Developements dell’ agenzia Onu al 2030.

Al convegno sull’ecosistema organizzato a Bologna da Hera è intervenuto l’Ad del Gruppo, Stefano Venier: “Gli attuali cambiamenti climatici – ha detto – ci consegnano una sfida non più rimandabile, che interroga le multiutility e la loro capacità di operare trasversalmente per favorire e innescare processi virtuosi. La necessità di cambiamenti radicali deve coniugare una transizione progressiva che non pregiudichi il benessere sociale. Per Hera questo significa non solo lavorare per le comunità ma coinvolgerle attivamente sia come singoli cittadini che come pubbliche amministrazioni. Hera vuole continuare a consolidare l’economia circolare dando seguito a un impegno iniziato anni fa che ci ha permesso di entrare in diversi network internazionali come il programma CC100 della fondazione Ellen MacArthr”.

A margine del convegno è intervenuto anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che ha elogiato il ciclo dei rifiuti della Regione con i parametri imposti dall’Europa già ampiamenti raggiunti. “Il futuro della Emilia Romagna sono manifattura, turismo e cultura come pilastri di una nuova crescita sostenibile. Siamo la prima regione ad aver fatto un legge sull’economia circolare che porterà entro il 2020 ad avere più del 70% di raccolta differenziata, calo del 20% pro-capite di produzione di rifiuti e cambierà la tariffazione, ovvero si pagherà la vera produzione di rifiuti d non più i metti quadri dell’abitazione o per membri del nucleo familiare. Puntiamo a chiudere tutte le discariche (a parte quelle per i rifiuti speciali) e a spegnere qualche termovalorizzatore, anche se va detto che inizio a stancarmi di regioni che non fanno il loro dovere sul ciclo dei rifiuti, che per qualche voto non costruiscono impianti, poi però chiedono all’ Emilia Romagna aiuto quando si trovano in difficoltà, come Roma qualche mese fa”.

Alcuni numeri del lavoro di Hera sul territorio, emersi dal convegno. Hera ha già superato gli obiettivi europei del 2030 nell’ambito dell’uso efficiente delle risorse. Il ricorso alla discarica dei rifiuti urbani scende al 7% contro un obiettivo europeo al 10% al 2035, mentre la media italiana è al 28%.

Non solo, nel riciclo degli imballaggi Hera ha già superato il 65% di obiettivo arrivando al 68%. La raccolta differenziata continua a crescere. Oggi i comuni serviti da Hera superano il 57%, ben al di sopra della media nazionale. Nel rapporto 2017 di Legambiente in termini di raccolta differenziata tra i comuni con più di 100mila abitanti più virtuosi, ben 5 sono gestiti da Hera (Forlì, Rimini, Ravenna Modena e Ferrara).