Convegno di Magistratura Indipendente, Cafiero De Raho: Terrorismo? Livello d’attenzione altissimo

37

“Il livello di attenzione è altissimo”. Lo ha detto Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, dopo l’ultimo attentato nella serata di ieri in Francia. “Ho ripetutamente affermato – ha spiegato in occasione del convegno, promosso a Napoli, da Magistratura indipendente – che, probabilmente in Italia nulla fino ad oggi si è verificato perché vi è non solo una specializzazione delle forze di polizia e della magistratura, solidificata e stratificata grazie all’esperienza cinquantennale del contrasto alle mafie, ma anche perché vi è un monitoraggio altissimo: in tantissimi casi, si è riusciti a prevenire azioni o attentati”.
“È sufficiente oggi cogliere una parola anche simile a ‘missione’ o ‘allontanamento del territorio’ – ha spiegato – per richiamare l’attenzione nostra e delle forze di polizia, per impedire qualunque sviluppo dannoso per l’incolumità del territorio”. “Vi è una cooperazione giudiziaria, proprio nel contrasto al terrorismo, altissima – ha aggiunto – L’Italia, con la Francia, la Germania, la Spagna, anche attraverso la Direzione nazionale Antiterrorismo e Antimafia, è in grado di dare comunicazioni telefoniche, tali da consentire di intervenire nei confronti di soggetti individuati per i quali è previsto un allontanamento dal nostro territorio e un ingresso nel territorio degli altri Paesi”. “Questa catena di comunicazioni è molto stretta – ha evidenziato – e consente anche all’Italia di apprendere dagli altri Paesi ciò che può essere utile”. “Credo che la cultura della conoscenza condivisa – ha concluso – sia il primo strumento che consente di prevenire l’azione di attentati”.
“Non è pensabile il risparmio sulle risorse. La giustizia non funzionerà mai se non ci sono gli uomini sufficienti” ha detto Cafiero De Raho sul tema risorse. “La giustizia necessita certamente di risorse, innanzitutto umane – ha affermato – Pensare che l’informatizzazione di per sé consenta di eludere il problema fondamentale che e quello del personale è da escludere totalmente”. “L’informatizzazione deve essere accompagnata alle risorse, noi vediamo che magistrati quasi non hanno più assistenza – ha aggiunto – Vari sistemi informatici, come il Tiap, tendono a trattare gli atti del procedimento in modo che il magistrato sia solo. Quindi la segreteria sempre meno presente e il tutto avviene attraverso canali informatici e l’unico soggetto è il magistrato che non ha più una struttura alla quale appoggiarsi. Le riforme che fino ad oggi sono state portate avanti sono certamente fondamentali – ha sottolineato – ma nessuna riforma può funzionare senza assistenti”. “Il numero dei magistrati è tale che non riesce a coprire gli organici – ha concluso – e se il numero dei procedimenti è sicuramente di gran lunga superiore rispetto a quelli pendenti in altri Paesi, è evidente che questo richiede magistrati e personale in numero adeguato”.