Convertire un’auto in un veicolo ibrido, ora si può

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In foto: il team di eProinn con l'auto ibrida

di Francesco Bellofatto

Qualche anno fa, una legge che possiamo definire “storica” sancì la possibilità di convertire un’auto tradizionale, a motore endotermico, in un veicolo elettrico. Fu un’innovazione estremamente importante, anche se il riscontro concreto in termini di numeri di veicoli convertiti è stato finora inferiore alle attese iniziali, forse anche per le perduranti difficoltà che ostacolano la diffusione delle auto elettriche, come l’autonomia limitata, i tempi lunghi e la carenza di strutture per la ricarica e, non ultimo, i costi.

Oggi il ventaglio delle opzioni si arricchisce, con la possibilità di convertire un’auto in un veicolo ibrido. E’ stata infatti pubblicata in Gazzetta Ufficiale (n. 228 del 14/9/2020), grazie ad un emendamento presentato dalla senatrice Luisa Angrisani del M5S, una norma che estende la conversione dal solo caso della elettrificazione pura anche al caso della ibridizzazione: ovvero non si procederebbe alla sostituzione del motore endotermico con il motore elettrico, ma all’aggiunta di motori elettrici, che lavoreranno insieme al propulsore originario.

E’ una soluzione che, a valle dei regolamenti collegati, consentirà di ottenere parte dei vantaggi della trazione elettrica senza soffrire dei problemi legati all’autonomia e alla ricarica della batteria. Ma con dei benefici ulteriori rispetto all’acquisto di un nuovo veicolo ibrido: in termini di sostenibilità economica, dato che un kit di conversione costa molto meno di un nuovo veicolo; ma anche per la sostenibilità ambientale in un contesto di analisi del ciclo di vita (LCA), in quanto consente di non “dissipare” il patrimonio energetico speso per costruire il veicolo sostituito con il nuovo e che verrebbe rottamato prematuramente.

L’approvazione di questa norma, di cui potranno beneficiare diverse aziende italiane, rappresenta un passaggio di grande importanza per il progetto di conversione delle auto in veicoli ibridi solari (HySolarKit), nato anni fa nell’Università di Salerno. Il lavoro è adesso portato avanti nell’ambito del progetto europeo LIFE-SAVE da quattro partner industriali: eProInn, spin-off dell’Università di Salerno, Mecaprom, Landi e Solbian. I dettagli tecnici e gli ultimi sviluppi del progetto, con la messa a punto di prototipi avanzati (TRL 8-9) e con la prossima creazione di una NewCo tra i partner, sono sul sito del progetto (www.life-save.eu).

“Questa legge – spiega Gianfranco Rizzo, professore ordinario al Dipartimento di ingegneria industriale all’Università di Salerno, inventore principale del brevetto e fondatore di eProInn, lo spinoff che insieme ai partner porta avanti il progetto – apre la strada verso l’omologazione del kit di trasformazione delle auto, che rappresentava uno degli ostacoli maggiori verso l’industrializzazione. Passare da un’idea nata in un laboratorio di una università del Sud, a cui hanno collaborato tanti studenti e studentesse, ad un prodotto che potremo veder girare sulle strade darà un significato a tante energie spese per questo progetto”.