Coop Connection, un libro di scomode verità

32

Coop Connection, un libro di scomode verità. 

Torniamo a parlare, sulle pagine de Ildenaro di quelle verità scomode che nessuno racconta e che nessuno vuole sapere. E’ una tendenza tipicamente italiana. Accettare lo status quo delle cose, accontentarsi di quello che si ha, girandosi dal lato opposto rispetto ai problemi. Poche sono le manifestazioni, salvo quelle meramente formali, di ricerca della verità e di sete di giustizia. Si tende sempre a dire “Va bene così”, “Sarà così”. Non ci si impegna mai a fondo, non si vuole ricercare la radice reale dei problemi che danneggiano in maniera tanto grave quanto, talvolta tacita e talvolta evidente il nostro Paese. Per fortuna però c’è ancor chi si oppone faticosamente a queste logiche di accettazione passiva delle cose, e cerca di spiegare la verità per quella che è, facendo emergere dati reali ai più sconosciuti, ma che sono assolutamente inquietanti. Stiamo parlando di Antonio Amorosi, ex assessore al comune di Bologna, che ha recentemente scritto “Coop Connection”, volume edito da Chiarelettere, che ha letteralmente illuminato un mondo quantomai oscuro e silenzioso:le cooperative rosse. Non penso che in tanti sappiano che il capitale delle cooperative rosse ammonti all’8 % del PIL italiano. Non penso anche che in tanti sappiano che la cifra si aggiri attorno ai 151 miliardi di euro. E ancora, non penso che in tanti sappiano che questa cifra sia pari ai prodotti interni lordi dell’Ungheria e di Slovacchia, Croazia e Bulgaria. Personalmente, alla lettura di questi dati, sono rimasto sconcertato, come credo rimanga sconcertato chiunque legga soltanto cifre di questa portata. Ma lo stupore e lo sconcerto salgono, quando si leggono i modi in cui questi soldi entrano a far parte delle cooperative. Banalmente ci si aspetta che gli incassi derivino dai grandi centri commerciali che caratterizzano e abbruttiscono le città in tutta Italia. E invece ci si sbaglia. Il sistema è molto più complesso ed elaborato. Le entrate delle cooperative sono il frutto, per la maggior parte, di operazioni in borsistiche, che fruttano circa 889 milioni. Piccolo problema, per definizione le cooperative non potrebbero avere quotazioni o azioni in borsa. E infatti non le hanno, almeno all’apparenza. La sostanza è  ben diversa. E’ quella che Amorosi, con dovizia di particolari racconta nel libro.  Il ricavato dei supermercati è ben più “contenuto”. Parliamo di una cifra che è quantificabile attorno ai 240 milioni. Senza contare i 10,8 miliardi che le coop incassano con i libretti di “prestito sociale”. Ecco, è proprio su questo termine che focalizzerei l’attenzione. Una parola che di per se, rinvierebbe ad un significato nobile, profondo. “Al servizio della società”. Ma di quale società? Forse di una società quotata in borsa che contribuisce all’utile delle coop rosse. Non certo al servizio della società reale e  dei cittadini. Insomma “Coop Connetion” è un libro da leggere e che consiglio per avere una visione più ampia di tutti gli affari che le cooperative fanno, hanno fatto e faranno nel nostro Paese, con il placet di una politica miope o volutamente reticente.