Cooperative, situazione stazionaria nei primi mesi del 2016: ecco il rapporto

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La maggioranza assoluta degli intervistati, il 75,1%, non prevede significative correzioni al rialzo per l’economia italiana per i prossimi mesi. C’è meno pessimismo tra i cooperatori delle grandi imprese rispetto a quelli delle PMI dove, comunque, prevalgono i giudizi positivi rispetto a quelli negativi“: è quanto emerge dalla settima indagine congiunturale quadrimestrale prodotta dal lavoro dell’Ufficio Studi Agci, dell’Area Studi Confcooperative e del Centro Studi Legacoop. 
Per quanto riguarda l’ultimo quadrimestre del 2015 si segnala, si legge nel documento, “una dinamica prevalentemente stazionaria della domanda” con “valutazioni migliori sul livello della domanda estera rispetto a quelle relative alla domanda interna“. Prosegue inoltre “il miglioramento della dinamica congiunturale della forza lavoro occupata, grazie ai saldi positivi nella cooperazione sociale e, seppure in misura molto contenuta e solo nell’ultimo quadrimestre dell’anno, anche nei servizi“.
Quanto agli scenari futuri “il consolidamento delle attività, anche attraverso sinergie, alleanze, e aggregazioni in genere sembra essere il percorso avviato dalle cooperative per affrontare le sfide future. In tal senso, il 58%, delle cooperative ha segnalato come prospettiva quella di consolidare ulteriormente le attività in essere. Il 14,4% ha espresso indicazioni volte all’espansione delle attività. Il 19,9% ha segnalato come prospettiva la strada delle aggregazioni, in particolare attraverso processi di fusione, o attraverso la realizzazione di alleanze strategiche, o tramite l’adesione a forme organizzative allargate (in alcuni casi si tratta di percorsi associati all’espansione delle attività in altri mercato). Infine, solo il 7,8% delle cooperative ha prospettato un ridimensionamento delle attività.