Coopfond: 130 milioni di investimenti per la cooperazione al Sud. In Campania esempi significativi

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130 milioni di euro di investimenti per 200 cooperative, nuove o già esistenti, nelle regioni del Mezzogiorno. È la cifra che Coopfond, società che gestisce il Fondo mutualistico di promozione e sviluppo delle cooperative aderenti a Legacoop, ha stanziato per il sostegno finanziario alla cooperazione nel Sud Italia, dall’inizio della sua attività, nel 1993, a oggi. 14 sono stati i milioni investiti nell’ultimo quinquennio. “Le nostre risorse ci derivano dalle cooperative stesse, cioè dal 3% degli utili che esse realizzano ogni anno e che noi utilizziamo per favorire la nascita di nuova cooperazione o lo sviluppo e il consolidamento delle cooperative esistenti”, dichiara a IlDenaro.it il direttore generale di Coopfond, Aldo Soldi.

“Da quando esistiamo, dal Sud a noi sono arrivati circa 20 milioni e ne abbiamo reinvestiti 130. Tra le ragioni per cui il fondo è stato istituito, infatti, c’è proprio quella di promuovere cooperazione dove questa è meno presente. Operiamo con finanziamenti veri e propri oppure entrando nel capitale, quindi diventando soci delle cooperative. Il nostro è capitale paziente, perché le cooperative non sono imprese speculative, sono imprese nate per durare, quindi chi immette capitale deve dar loro il tempo per affermarsi”, precisa Soldi. Uno dei casi più significativi di cooperazione, avviato in Emilia Romagna e in Toscana e che poi si è esteso al Meridione, è il fenomeno dei “workers buyout, cioè le imprese cooperative nate da società private in crisi rilevate dai lavoratori. A tal proposito in Campania c’è un esempio bellissimo che è la WBO Italcables di Caivano. Un’altra esperienza importante che riguarda il Sud è rappresentata dal sostegno a cooperative che gestiscono i beni confiscati alla criminalità organizzata, come quelle del circuito di Libera Terra. Di recente stiamo lavorando al progetto Coopstartup, per far nascere nuove cooperative soprattutto fra giovani, che riguardano anche attività innovative”, con esempi a Napoli come Vascitour, che propone turismo esperienziale con pernottamento nei bassi partenopei, e Tobilì, che fa della cucina multietnica uno strumento di integrazione. Dal 25 al 28 maggio scorso 23 cooperative innovative sono state presenti dell’ultima edizione di Futuro Remoto, in virtù dell’Accordo Strategico Triennale siglato, nel 2016, da Legacoop e Coopfond con la Fondazione IDIS – Città della Scienza. “È un accordo che si pone l’obiettivo di favorire la diffusione della cultura scientifica e l’incontro fra il mondo della ricerca e quello dell’impresa cooperativa.

Questo primo anno si è riempito di contenuti importanti: oltre che a Futuro Remoto abbiamo preso parte al B2R, Business to Research, con molte delle nostre cooperative, e creato un link fra Corporea e la Fondazione Fico, che sta promuovendo a Bologna la realizzazione di Fico Eataly World, il più grande parco alimentare del mondo. Ancora, otto nostre cooperative partecipano alla D.RE.A.M. Academy e a Città della Scienza abbiamo anche realizzato il nostro meeting nazionale del progetto Coopstartup”.