Il coraggio di Amadou, due giovani profughi alla ricerca di una nuova vita

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di Fiorella Franchini

Negli ultimi anni si è spesso parlato, numeri alla mano, della crescita dell’editoria per ragazzi. È una letteratura, anzi, più di una perché rivolta a bambini dai 3 ai 5 anni, agli adolescenti, ai ragazzi, che ha un pubblico particolare e un rapporto costante con il mondo della scuola, una vivacità straordinaria, ed è legata strettamente con il mondo dell’illustrazione, contiene forme espressive molto diverse fra loro, che vanno dall’albo illustrato alla narrazione per giovani adulti, dalla fiaba tradizionale o reinterpretata alla raccolta di poesie. È attorno al lettore, alla lettrice che il libro si costruisce ed è quello che fa Federica Flocco, giornalista, scrittrice, vice presidente della libreria IoCisto, primo esempio in Italia di libreria ad azionariato popolare. “Il coraggio di Amadou – Ellepiesse Edizioni – racconta la storia di Amadou, originario del Mali, che spinto dai suoi genitori, parte per la Francia dove vive un suo fratello maggiore. Insieme a Moussa, un amico conosciuto durante un lungo e difficile cammino attraverso l’Africa, arriva in Libia. Da qui, racimolati i soldi per il viaggio, i due ragazzi s’imbarcheranno su un gommone per raggiungere le coste della Puglia. In Italia, fuggiranno dal centro di accoglienza, per arrivare in un campo di raccolta di pomodori e angurie. Sperimenteranno angherie e difficoltà ma anche la solidarietà di altri loro connazionali. Tra colpi di scena e pagine strazianti, l’avventura sarà un profondo percorso di formazione. Il ritmo incalzante e la scrittura intensa e appassionante, conduce i lettori a esplorare i sentimenti positivi e negativi, la malinconia di tradizioni perse e ritrovate, la speranza nel futuro e nel prossimo. Puntando sulla contemporaneità Federica Flocco pone la sua scrittura al di sopra della genericità. Uno dei rischi della letteratura per ragazzi, infatti, è l’infantilismo dei testi o la tendenza ad abbassare gli argomenti, a rimpicciolire la prospettiva o a svilire il linguaggio. Al contrario, la scrittura per ragazzi ha “l’obbligo di essere altissima, perché è una letteratura di formazione”. L’autrice persegue la tendenza più interessante nel mondo dell’editoria di genere che è quella a raccontare tutto, il bene, il male, la paura, la gioia, la politica, cercando il modo, il linguaggio, la forma, senza edulcorare, senza compiacersi. La narrazione, così, si articola su più piani, arricchita, in ogni capitolo, dai proverbi, espressione della saggezza popolare, di alcuni paesi africani, mettendone in luce la morale, propone l’attualità argomenti reali, le migrazioni, il lavoro minorile, il caporalato, i problemi delle adozioni, il mito del calcio. Ogni capitolo è seguito da Proposte di lavoro finalizzate alla comprensione del testo, alla verifica delle conoscenze lessicali e allo sviluppo delle capacità di rielaborazione e produzione scritta e da cinque schede di approfondimento su temi di grande attualità che riprendono le tematiche sociali suggerite dalla narrazione. La storia proposta non è solo un romanzo di fantasia, è ispirato a eventi reali per i quali Federica Flocco si è documentata ampiamente. Un libro costruito per far riflettere. Una verità che spazza via ogni racconto edulcorato e rassicurante dell’infanzia, dell’età adulta, e della famiglia e della società, non per spaventare ma per piantare il seme dello spirito critico, di una libertà di pensiero di cui non poter più fare a meno nel futuro. Dedicato a una fascia spesso trascurata in passato, la scuola media, anni in cui, spesso, si perdono lettori, smarriti nel passaggio dalla fiaba al romanzo adulto, ci troviamo di fronte a un testo che non è solo per i ragazzi, ma per loro e per tutti gli altri, compresi gli adulti, perché si può tornare a “essere lettori puri, e nient’altro, a qualsiasi età”.