Coronavirus, a Mondragone 49 positivi e De Luca chiede l’esercito. Salvini: E il lanciafiamme dov’è?

203
in foto Vincenzo De Luca

Sono 49 i casi positivi al Covid 19 nel focolaio del complesso di edilizia popolare dei cosiddetti Palazzi Cirio, a Mondragone, micro zona rossa della Campania da inizio settimana. Sono quasi tutti cittadini bulgari residenti in quattro dei cinque palazzoni da lunedi’ blindati dalle forze dell’ordine dopo una ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Qualcuno tra i positivi, che questa mattina dovevano essere trasferiti al Covid Hospital di Maddaloni, è sparito. Molti degli inquilini dei palazzi sono lì abusivamente e questi è presumibile che abbiano fatto perdere le tracce. Da giorni vanno avanti i tamponi obbligatori per i residenti e il rifornimento di generi di prima necessita’ da parte dei volontari e della Protezione civile, ma cresce il clima di tensione con il resto della cittadinanza, preoccupata dei nuovi casi di contagio, delle fughe notturne dalla zona cinturata e dalle continue disdette di case vacanza nella localita’ costiera del litorale domitio. Anche stamani proteste sia di chi non voleva sottoporsi ai test sia dei commercianti e dei residenti nelle zone limitrofe ai palazzi.

Il Governatore chiama il ministro del’Interno

“Questa mattina ho avuto un colloquio con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in relazione alla zona rossa istituita negli ex palazzi Cirio di Mondragone. Ho chiesto l’invio urgente di un centinaio di uomini delle forze dell’ordine per garantire il controllo rigoroso del territorio. Il ministro ha annunciato l’arrivo di un contingente dell’Esercito” afferma in una nota il presidente della Campania, Vincenzo De Luca. “Su Mondragone come sempre abbiamo reagito in tempi immediati. Appena abbiamo avuto notizia del contagio di una donna di nazionalità bulgara, abbiamo messo in quarantena le palazzine e mobilitato le forze dell’ordine perchéci fosse un controllo rigoroso sulle persone messe in quarantena”, dice ancora il Governatore, a margine di un’iniziativa all’Ospedale del Mare. Quindi annuncia che nelle prossime settimane ci saranno ulteriori controlli “a tappeto sugli stagionali che vanno a lavorare nelle campagne soprattutto nei mesi di luglio e agosto”. Molti di coloro che vivono nelle Palazzine Cirio sono infatti braccianti che arrivano a Mondragone esclusivamente per lavorare nelle stagioni di raccolta. “Stiamo facendo un lavoro rigoroso e impegnativo per isolare i contagi che sono arrivati dalla Bulgaria o da altre parti del mondo – assicura il presidente della Regione – ma come sempre siamo impegnati a garantire la serenità delle nostre famiglie”.

L’opposizione attacca
“Il caso Mondragone si aggrava: decine di positivi, quattro contagiati hanno fatto perdere le proprie tracce, cresce la tensione tra gli italiani e la comunita’ bulgara e addirittura le tv nazionali seguono il caso. De Luca, così pronto a insultare la Lega, tace. Amici napoletani mi segnalano una bella espressione: ‘Nu Piatt Vaca’nt’. Tante scene, a partire dalle sparate sul lanciafiamme, ma alla prova dei fatti il piatto e’ vuoto. Da De Luca tante parole ma zero fatti”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini. “Quanto sta accadendo a Mondragone – gli fa eco il consigliere regionale campano della Lega, Gianpiero Zinzi – con la rivolta in strada dei bulgari è la dimostrazione che alcune comunità sono state autorizzate ad essere fuorilegge”. Lo dichiara il consigliere regionale campano della Lega, Gianpiero Zinzi. “Avevamo avvertito De Luca – ricorda Zinzi – del fatto che gli stranieri che sarebbero stati impegnati a lavorare nelle campagne in estate dovevano essere controllati. Venimmo tacciati di razzismo e di non aver capito le parole del governatore. Adesso, a distanza di due mesi, ci troviamo di fronte ad un focolaio con la comunità bulgara in strada e i mondragonesi chiusi in casa. Ora De Luca non prende più il lanciafiamme?”.

Il sindacato degli infermieri: Ospedale nel caos

“La situazione all’ospedale di Maddaloni, individuato come centro Covid, già critica da alcuni giorni, è ormai al collasso”. È quanto si legge in una nota che Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche, ha inviato al governatore campano Vincenzo De Luca. La lettera è firmata da Susan Covelli e Angela Raso, della segreteria provinciale Nursid di Caserta, e da Salvatore Greco, responsabile aziendale Nursid dell’ospedale di Maddaloni. “Al momento risultano ricoverati pazienti provenienti dalla zona rossa di Mondragone, in gran parte asintomatici”, denuncia il sindacato, che, contattato dalla Dire, fa sapere che al centro Covid di Maddaloni “sono ricoverati 40 pazienti”, quasi tutti i contagiati residenti nella zona dei Palazzi Cirio. Questa circostanza viene confermata anche dal consigliere regionale di maggioranza Giovanni Zannini: “Tutti i soggetti positivi al Covid – ha spiegato il consigliere in una diretta Facebook – sono stati allontanati dal territorio e ricoverati in ospedale pur essendo asintomatici nella stragrande maggioranza dei casi”. “Secondo i protocolli adottati durante l’emergenza pandemica – si legge nella lettera inviata da Nursind al presidente della giunta – per questi soggetti non sarebbe dovuto essere previsto il ricovero in quanto asintomatici. Sarebbero dovuti, invece, essere sottoposti ad isolamento domiciliare sotto stretta sorveglianza degli enti preposti. Il Nursind chiede che fine abbiano fatto i protocolli e perché in questa fase così delicata non siano stati attuati, generando confusione e incertezza”. Il centro Covid di Maddaloni “non è un luogo di sorveglianza e reclusione – si ricorda – il personale sanitario è deputato all’assistenza e non al controllo, tutto ciò nella totale assenza di personale di vigilanza che possa garantire la sicurezza delle aree sanitarie e del personale in servizio”. “Nel primo vero focolaio in provincia di Caserta – prosegue Nursind – Regione e Asl avrebbero dovuto dimostrare il livello di efficienza, la conoscenza e l’attuazione dei protocolli. Se la Regione Campania si fosse ritrovata a gestire numeri come la Lombardia, ci saremmo ritrovati davanti a un vero e proprio sterminio”.