Coronavirus, a Pozzuoli medicina del dolore via whatsapp

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La medicina del dolore dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli (Napoli) utilizza whatsapp, in un ambulatorio virtuale in cui il medico, il dottor Federico Lucke, visita il paziente a distanza in video collegamento. Lo rende l’Azienda sanitaria Napoli 2 Nord. “Successivamente, se necessario, l’equipe si reca a domicilio o invita il paziente ad andare in ospedale. Questo modello operativo, unico in Italia per questo tipo di ambulatori – si spiega – viene portato avanti dallo scorso aprile, durante il periodo di lockdown ed ha permesso di aumentare il numero di pazienti assistiti dall’ambulatorio, eliminare il rischio contagio e garantire un soddisfacente livello di assistenza ai pazienti. Visti i buoni risultati ottenuti, tale metodologia risultera’ preziosa anche nella Fase 2 di gestione della Pandemia, quando occorrera’ continuare a limitare i contatti coi pazienti”. “L’esperienza fatta in queste settimane e’ stata per noi estremamente preziosa – dice il dotttor Federico Lucke – e ci ha aperto la strada ad un nuovo modello di relazione con il paziente. Abbiamo impostato un semplicissimo sistema di video conferenza che ci consente di essere vicini ai nostri assistiti e, sulla base dei sintomi che evidenziano, riuscire a misurare e dosare il giusto cocktail di farmaci per eliminare il loro dolore. Questo ambulatorio virtuale ci ha permesso, inoltre, di entrare in contatto e di trattare per la prima volta pazienti che in precedenza non potevamo vedere perche’ difficilmente raggiungibili”. L’ambulatorio virtuale si rivolge ai pazienti che necessitano di un aiuto per alleviare il dolore derivante da malattie oncologiche, herpes zoster, patologie della colonna vertebrale o articolari. Ad oggi sono stati circa 60 i pazienti che sono stati trattati con questa modalita’ nel solo mese di aprile; tutti hanno apprezzato la facilita’ d’uso e la qualita’ dell’assistenza. Vista l’efficacia di questo modello organizzativo si sta gia’ progettando una sua prosecuzione oltre la fase emergenziale, proponendola come modalita’ di accesso alternativa al classico ambulatorio.