Coronavirus, al via la sperimentazione nazionale del farmaco scoperto a Napoli

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“In queste ore partirà la sperimentazione a livello nazionale sul Tocilizumab, dopo l’utilizzo fatto in maniera preliminare, ma nel frattempo continuerà il cosiddetto trattamento off-label, per cui coloro che non dovessero entrare nella sperimentazione potranno sempre farne richiesta all’azienda, che lo fornira’ gratuitamente”. Lo spiega Paolo Ascierto, presidente della Fondazione melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia melanoma, Immunoterapia oncologica e Terapie innovative dell’Istituto Tumori Irccs Fondazione Pascale di Napoli, nel suo intervento a 24Mattino su Radio24. Dopo lo scontro con il collega Massimo Galli, dell’ospedale Sacco di Milano, Ascierto prova di nuovo a chiudere le polemiche, come ha fatto ieri in un post sul suo profilo Fb in cui ricordava che non era il momento di rivendicare primati, e spiega che il Tocilizumab “non è niente di nuovo, è l’uovo di Colombo, ma visto che i cinesi lo avevano utilizzato su 21 pazienti con risultati importanti entro le 24-48 ore, abbiamo pensato di trattare così anche i nostri pazienti”.
L’oncologo napoletano fa il punto anche sugli altri possibili strumenti utili nel trattamento del Covid-19, a cominciare dalla sperimentazione avviata dall’Istituto di Marsiglia. “Per quanto riguarda l’idrossiclorochina – precisa – viene già utilizzata per pazienti con infezione da Covid-19 e polmonite perché avrebbe un effetto antinfiammatorio e antivirale. Lo hanno fatto già i cinesi, che hanno dovuto affrontare il problema prima di noi”. Sul vaccino che sarebbe stato messo a punto da un’azienda del Lazio, Ascierto dice di conoscere bene la società Biotech Takis, perché “nella mia vita tratto i tumori con l’immunoterapia, quindi quello che si dice è reale – sottolinea – ovviamente partirà una sperimentazione. Si devono ancora testare alcune cose, ma un vaccino non sarà pronto prima di 10 mesi o un anno. Nel frattempo si può utilizzare il Tocilizumab, che è un farmaco già presente sul mercato”.