Coronavirus, click day Inps per bonus da 600 euro: autonomi sul piede di guerra

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Coronavirus, click day Inps per bonus da 600 euro: autonomi sul piede di guerra

Commercianti e artigiani sono sul piede di guerra di fronte all’ipotesi di un Click day per accedere al bonus di 600 euro, messo in campo dal governo per gli autonomi con uno stanziamento di 2,1 miliardi nel ‘Cura Italia’, per compensare le pesanti perdite di fatturato causate già a marzo dall’emergenza covid-19. Più di un’associazione sta esprimendo una netta contrarietà contro questa modalità pensata dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico per una vasta platea di autonomi, di circa 6 milioni di lavoratori,che comprende partite Iva, collaboratori, operai agricoli, stagionali dello spettacolo e del turismo. Confcommercio la boccia e chiede al Governo “di ripensare all’ipotesi, avanzata in queste ore dal presidente Pasquale Tridico” perché ”l’utilizzo del sistema del Click day per le necessità organizzative e di strumentazione di cui necessita, rischia di essere del tutto incoerente nell’attuale fase emergenziale nella quale l’attività di professionisti ed autonomi è di fatto sospesa o fortemente limitata, così come quella di associazioni di rappresentanza ed intermediari in grado di prestare assistenza a tali soggetti”. Le disposizioni per chiedere l’indennizzo sono attese a giorni, saranno indicate in una circolare dell’Inps, ma il timore è che nella corsa a chi arriva prima, moltissimi saranno esclusi solo per un gap digitale, in un’Italia a più velocità in tema di infrastrutture telematiche, dove in alcune aree ancora è difficile stabilire una connessione a Internet e di conseguenza fare una richiesta tempestiva.
Per la Confesercenti il Click day è “impensabile. In un momento critico come questo, – osserva l’associazione degli esercenti – lo strumento non metterebbe tutti i potenziali richiedenti sul territorio nazionale nelle stesse condizioni per potervi accedere, poiché è evidentemente legato alla connettività che nel Paese, purtroppo, non è omogenea”. Molti si ricorderanno infatti, il famoso Click day del 12 gennaio 2011 fissato alle ore 14 quando l’Inail mise a bando 60 milioni di euro di incentivi per gli investimenti in sicurezza e si creò un enorme ingorgo telematico e fu impossibile inoltrare le domande per una decina di lunghissimi minuti (alcuni raccontarono per mezz’ora). Quando si risbloccò moltissimi rimasero con un pungo di mosche perché i fondi erano già esauriti. Altrettanto categorica l’opinione degli artigiani di Cna che parlano di ”uno strumento aleatorio”. ”Solo il pensiero di ricorrere al Click day anzi, – rimarcano – rappresenta un’offesa gravissima per quasi cinque milioni di italiani”. E ancora. “Questo strumento rischia di favorire i soggetti più strutturati a danno proprio di quanti affrontano l’emergenza in condizioni di svantaggio, personale e territoriale. Per motivi geografici, sociali, economici i servizi in Italia non funzionano in maniera omogenea e questa considerazione vale ancor di più per quanto riguarda la connettività e le tecnologie”.