Coronavirus, Coldiretti: Raccolta a rischio. Bellanova: Impieghiamo nei campi gli stagionali del turismo

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In foto Teresa Bellanova

E’ emergenza in agricoltura. Mancano braccia nei campi per la raccolta di fragole, asparagi e primizie, per le operazioni di primavera nelle vigne e per l’avvio delle colture estive. E la Coldiretti lancia l’allarme: se non si trova una soluzione nei prossimi giorni è a rischio almeno il 40% della raccolta italiana. Di fronte alla drammatica mancanza di manodopera nei campi per l’emergenza Coronavirus, è Teresa Bellanova a lanciare una proposta concreta. La ministra renziana – si apprende da articolo di Firstonline a firma di Maddalena Tulanti – punta ad affermare un modello che fa leva anche sui lavoratori stagionali del turismo e della ristorazione. Opzione che si potrebbe aggiungere ai disoccupati locali e agli stranieri.
Per raccogliere frutta e verdure mancano almeno 300 mila lavoratori in Germania, 200 mila in Francia e 250 mila in Italia. L’Italia ha già prolungato i permessi fino al 15 giugno per gli immigrati extracomunitari, ma non è ancora riuscita a trovare un accordo con il Paese che ci fornisce il maggior numero dei braccianti, la Romania. Ma oltre a pensare a lavoratori stranieri, il Governo potrebbe valutare di coinvolgere, in particolare, gli italiani che hanno perso il lavoro a causa del coronavirus, se non anche quelli che percepiscono il reddito di cittadinanza, ma che risultano inattivi. “Bisogna fare in modo – afferma la ministra – che tanti stagionali di altri settori, come turismo e ristorazione, possano guardare al lavoro agricolo come un’opportunità di reddito”. E sembra che in Veneto – la fonte è il Sole 24 ore – sia emerso l’orientamento a valutare e di studiare la concreta applicazione di questo modello. L’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, tra i primi a proporre di reintrodurre l’utilizzo dei voucher semplificati, Con la collega alle Politiche per il lavoro Elena Donazzan sta studiando la modalità per coinvolgere i Centri per l’impiego nell’intermediazione diretta tra i disoccupati e le aziende del settore primario rimaste senza manodopera straniera, a causa dei blocchi alle frontiere e dei rischi di quarantena per gli operai dell’Est europeo.