Coronavirus, de Magistris contro il Governo: Si è dimenticato dei Comuni

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“Il governo per ora si è dimenticato dei Comuni e questo è grave. Se non interviene presto, i Comuni crollano e l’Italia non c’è piu'”. Dai microfoni dell’emittente radiofonica privata campana Crc, Luigi de Magistris, lancia un grido d’allarme sulla situazione degli enti locali, che non possono reggere a lungo. “C’e’ chi crollera’ prima, chi dopo. Ma in media non possiamo reggere oltre aprile”, spiega il primo cittadino partenopeo, augurandosi che nei prossimi provvedimenti dell’Esecutivo si tenga conto di questo aspetto.
L’ex pm si sofferma poi sulla situazione della sanita’ in Campania, dopo l’aumento dei contagi degli ultimi giorni. “Abbiamo cominciato l’epidemia con 334 posti letto di terapia intensiva – ragiona – adesso si conta di arrivare a 500 entro fine aprile, ma sempre se arriva un soccorso nazionale. Ovviamente se dovesse arrivare un’ondata di contagio piu’ intensa il sistema non potrebbe reggere”. All’indomani della dura lettera al premier Giuseppe Conte del presidente della Regione, Vincenzo De Luca, per i ritardi nella consegna delle attrezzature gia’ comprate, il de Magistris sottolinea che il governo “doveva assumere un atteggiamento piu’ centrale. Ma e’ anche vero che la sanita’ e’ regionale, quindi perche’ dovrebbe essere competenza del governo?”. “Un balletto infinito De Luca-Conte con al centro i pazienti – aggiunge – quello che e’ stato fatto in questi anni dal punto di vista della sanita’ in Italia lo hanno fatto le Regioni, quindi non possiamo dare la colpa allo Stato”. Il sindaco ribadisce la vicinanza ai cittadini del Nord per quello che sta accadendo, ma fa notare che “c’e’ ancora chi continua a declinare quel folklorismo paludato sulla citta’ di Napoli, mentre al Nord le metropolitane e le fabbriche erano piene fino a due giorni fa. Di fronte alla macelleria sociale e alla distruzione economica che il virus ha prodotto, o ci uniamo come popolo e la smettiamo di dividerci, o il Paese sara’ talmente lacerato che per uscire dalla crisi ci vorranno 10 anni”.