Coronavirus, Gradara (Federdistribuzione): “Picco fatturato beni prima necessità”

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Milano, 26 feb. (Labitalia) – “A partire da domenica, in Lombardia, abbiamo avuto un incremento dell’affluenza presso i punti vendita dei nostri associati, ipermercati e supermercati, anche del 100% e a partire da lunedì questo fenomeno si è esteso anche alle altre regioni coinvolte e poi a tutta Italia. Abbiamo registrato un picco di fatturato per beni di prima necessità come pasta, pane, sughi, latte, prodotti per la pulizia della casa”. Così, con Adnkronos/Labitalia, Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione, l’organismo espressione della Distribuzione moderna organizzata, e che conta tra gli associati, tra gli altri, marchi come Esselunga, Pam e Carrefour, fa il punto sugli effetti del coronavirus per il settore.

Secondo Gradara, nonostante le file e gli assalti ai supermercati visti in tv nelle zone rosse e nelle regioni del Nord, “il settore ha reagito bene, e bisogna ringraziare i lavoratori dei punti vendita che hanno operato al massimo in questa situazione”. “E ci tengo a sottolineare che i prodotti sono stati indisponibili sugli scaffali solo temporaneamente”, rimarca

D’altronde, il settore, sottolinea Gradara, ha già fronteggiato in passato situazioni di questo tipo. “Fenomeni dettati da emotività che già avevamo visto in passato in occasione, ad esempio, della Guerra del Golfo e di Chernobyl. Ma il settore ha reagito bene all’urto. Già oggi la situazione negli ipermercati e nei supermercati in Lombardia si sta normalizzando e nel giro di qualche giorno si tornerà alla piena normalità”, aggiunge.

E Gradara rassicura tutti anche sul rischio ‘scaffali vuoti’ in supermercati e ipermercati. “Ci tengo a sottolineare che non c’è mai stato e non ci sarà in futuro nessun problema nell’approvigionamento e nella distribuzione dei prodotti presso i nostri punti vendita”, ribadisce.

E Gradara rimarca anche come il virus abbia influito sulle modalità di acquisto dei consumatori. “In questi giorni, le nostre aziende hanno avuto una richiesta di spesa on line sui loro siti di e-commerce dieci volte maggiore rispetto al trend normale. E il problema non è stato tanto la merce, che era disponibile, ma più che altro effettuare le consegne, e per questo i tempi di attesa sono stati più lunghi rispetto alla normalità”, sottolinea.

Secondo Gradara comunque a pagare il prezzo più alto dell’emergenza è “Tutto il settore non alimentare, dall’abbigliamento all’arredamento, dai prodotti per la casa al fai da te, sta avendo un netto calo del fatturato, per via del fatto che in questa situazione le persone hanno concentrato le loro spese appunto sull’alimentare, e anche per via della poca predisposizione a stare in giro. E la situazione, a nostro parere, si potrebbe ancora più aggravare nel caso di limitazioni giornaliere o orarie, legate al coronavirus, nell’apertura di centri commerciali e ipermercati. Speriamo che ci si renda conto degli effetti che questa cosa potrà avere”, spiega.

A parere del presidente di Federdistribuzione “gli unici prodotti che sono introvabili nei punti vendita dei nostri associati sono le mascherine e i detergenti per le mani. Appena arrivano nei punti vendita ‘scompaiono’ subito perché c’è una grande richiesta”. “Questo dipende dal fatto -spiega- che, visto che in passato la richiesta non era così elevata, l’industria non era pronta a una produzione di questo livello e si sta quindi adeguando. Bene anche l’indicazione di Conte di dare priorità a livello nazionale per questi prodotti”.

E per il presidente di Federdistribuzione “nella primissima fase di gestione dell’emergenza le iniziative scollegate tra loro non hanno fatto bene. Negli ultimi due giorni invece l’indirizzo unitario da parte del governo va nella direzione giusta. E bene anche i tavoli con le imprese e le associazioni di categoria. Anche perchè al di là dei problemi transitori è necessario confrontarsi su quelli che sono i problemi strutturali che questo virus rischia di lasciarci”, conclude.