Coronavirus, in Regione la protesta di 300 studi fotografici: Trattati da invisibili, pronti a chiudere le partite Iva

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Si sono dati appuntamento per lunedì mattina sotto la sede della Regione Campania, a Santa Lucia per portare a conoscenza delle istituzioni “lo stato di totale abbandono in cui è stata lasciata un’intera categoria, quella dei fotografi professionisti, esclusi dalle misure di sostegno regionale e senza nessuno spiraglio di ripresa delle attività nel medio termine”. Sono circa 300 piccoli imprenditori, titolari di Partita Iva, le cui attività sono in buona parte stagionali e legate alla ripresa delle cerimonie, matrimoni, battesimi e comunioni, per ora rinviate al prossimo anno. A guidare la protesta ci sono i fotografi professionisti Carlo Capodanno e Nino D’Azzo: “Lunedì saremo sotto la sede della Regione con le nostre macchine fotografiche per lanciare un messaggio alle istituzioni: esistiamo anche noi, non siamo invisibili, anche se siamo stati esclusi dalle misure regionali per le microimprese che non hanno previsto il nostro codice Ateco e da qualsiasi pianificazione sulla ripresa delle attività. Persino le categorie più ‘svantaggiate’, gli ultimi a ripartire come barbieri e parrucchieri, stanno messi meglio di noi: loro a giugno riprenderanno a lavorare. Noi, con la sospensione di tutte le cerimonie fino a data da destinarsi, non lavoreremo almeno fino alla prossima primavera. E’ un disastro annunciato”. La richiesta degli studi fotografici, dunque, è di “prevedere un bonus per il sussidio a un’intera categoria che non potendo affrontare le spese per il pagamento di fitti, tasse e contributi previdenziali per l’anno in corso si troverà costretta a chiudere in massa le Partite Iva”, concludono Capodanno e D’Azzo.