Coronavirus, la metà dei morti in Campania contagiata nel luogo di lavoro

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La percentuale di decessi da Covid-19, con contagi avvenuti in ambito lavorativo, registrata in Campania è pari alla metà di quelli di tutto il Sud. È quanto emerge dai dati diffusi dall’Inail. Su scala nazionale le denunce di infortunio per coronavirus, cioè contagi in ambito lavorativo, segnalate all’Istituto al 4 maggio sono oltre 37mila. L’analisi territoriale evidenzia una distribuzione delle denunce al Sud del 6 per cento (con la Campania che registra l’1,6% delle denunce). Alla data del 4 maggio sono 129 le denunce di infortunio con esito mortale da Covid-19 (quattro su dieci decessi denunciati). Si registrano nel Mezzogiorno il 15,9% dei casi di decessi da Covid, con la Campania che ne conta oltre la metà (7,9 per cento). La metà dei decessi si sono registrati tra il personale sanitario e socio-assistenziale. Nel dettaglio, la categoria dei tecnici della salute è la più colpita con il 18,6 per cento dei casi codificati, seguita da quella degli impiegati addetti alla segreteria e affari generali con il 13,6 per cento e da medici e operatori socio-sanitari con l’11,9 per cento. I restanti decessi coinvolgono operai socio-assistenziali, gli specialisti nelle scienze della vita, personale di sicurezza, custodia e vigilanza e personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione. “L’analisi territoriale dell’Inail sugli infortuni e i decessi da Covid – dicono il segretario generale della Cgil Campania, Nicola Ricci, e il responsabile regionale Inca-Cgil, Jamal Qaddorah – destano ulteriore preoccupazione per la Regione Campania. Sul numero di infortuni è evidente che l’emergenza sanitaria ha inciso drammaticamente per il 70 per cento dei casi denunciati in sanità e nell’assistenza sociale. Ma il dato che più fa riflettere è la percentuale dei decessi in ambito lavorativo, con la Campania che registra la metà dei decessi di tutto il Sud Italia. Il tema della sicurezza, la salvaguardia della salute restano l’obiettivo prioritario, al netto di come sarà regolata la fase 2, con la rigida applicazione da parte di aziende ed imprese, dei protocolli di sicurezza diventati legge lo scorso 26 aprile”.