Coronavirus, Napoli: per Cgil, Cisl e Uil sono troppe le aziende ancora aperte

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In foto da sinistra Gianpiero Tipaldi, Walter Schiavella e Giovanni Sgambati

“La salute e la sicurezza dei lavoratori deve venire prima di ogni cosa. Mentre si parla di riapertura, spesso anteponendo gli interessi economici alla salute dei lavoratori e dei cittadini, le aziende attualmente aperte sono ancora troppe”. È quanto affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Napoli, Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati, in merito alla richiesta fatta al prefetto di Napoli affinché ci siano le dovute garanzie e controlli sui luoghi di lavoro. Oltre a quelle inserite nella tabella allegata al Dpcm del 22 marzo nella provincia di Napoli, circa 900 aziende hanno chiesto a vario titolo alla Prefettura di derogare alla chiusura. Un numero “consistente”, secondo Cgil, Cisl e Uil, che ha reso necessario “un attento lavoro di verifica sulle aziende”. I sindacati danno atto alla Prefettura “di aver risposto positivamente e tempestivamente alle richieste avanzate” ma, “nonostante l’impegno e la serietà dei controlli predisposti che ha portato anche a vari provvedimenti di sospensione, le preoccupazioni sono ancora forti”.Infatti, tra le richieste fino ad ora esaminate da Cgil, Cisl e Uil, pari al oltre la metà del totale, “circa il 90% delle aziende non dà alcuna indicazione, nemmeno in termini di autocertificazione circa il rispetto delle condizioni di sicurezza”. Cgil, Cisl e Uil Napoli “reclamano assoluto rigore e garanzie certificate che salvaguardino la salute dei lavoratori e dei cittadini”.