Coronavirus, un modello made in Italy calcola quanti devono stare in isolamento

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Un modello matematico, tutto italiano, aiuta a calcolare quante persone dovrebbero stare realmente in isolamento sulla base del numero vero di infetti, che comprende anche asintomatici e presintomatici, cioe’ nei primi 5 giorni di incubazione dei sintomi. Lo ha elaborato il gruppo di ricerca di Andrea Rinaldo, dell’Universita’ di Padova, che lo ha pubblicato sulla rivista Nature Communications, in collaborazione con l’universita’ Ca’ Foscari di Venezia, il Politecnico di Milano e il Politecnico federale di Losanna. Il gruppo di Rinaldo in realta’ e’ specializzato nello studio delle malattie veicolate dall’acqua, come il colera. “Ma durante il lockdown – racconta all’ANSA – ci siamo ‘riconvertiti’ anche noi, e abbiamo deciso di usare la tecnologia sviluppata in questi anni con il coronavirus”. Per decidere come tenere sotto controllo un’epidemia, bisogna “essere sicuri che il numero di persone in isolamento sia proporzionato al numero effettivo di infetti. Nel caso del Covid-19, buona parte degli infetti sono presintomatici e asintomatici”, continua Rinaldo. Il loro modello, basato sul numero di decessi attribuiti al coronavirus e la loro distribuzione geografica tra le 107 province italiane, permette di delineare diversi scenari di propagazione. “Grazie al nostro modello – sottolinea – possiamo stimare affidabilmente i fattori chiave nella trasmissione delle infezioni da Covid-19. Se la stima del numero totale di persone infette e’ aggiornata ed affidabile, il modello puo’ determinare quotidianamente lo sforzo di isolamento necessario per tenere sotto controllo la pandemia”. Con un aumento del tasso di trasmissione del 40%, “che e’ quello che verosimilmente stiamo osservando in questo momento, ci sarebbe una ripresa dei contagi in gran parte d’Italia. Per rimanere sotto tale soglia, sarebbe necessario un isolamento quotidiano del 5,5% degli individui infetti”. In autunno, conclude, “le attivita’ al chiuso renderanno le infezioni trasmesse dall’aria molto piu’ aggressive, a meno di una forte disciplina nella protezione personale. La maschera dovrebbe rimanere obbligatoria finche’ non sara’ disponibile il vaccino”.