Corsa a ostacoli con l’armatura? E’ difficile ma bisogna vincerla

28

Si lo so che questa non è certo la vita che hai sognato un giorno per noi Vedrai vedrai vedrai che cambierà forse non sarà domani ma un bel giorno cambierà Vedrai vedrai che non sei finito sai

Si lo so che questa non è certo la vita che hai sognato un giorno per noi Vedrai vedrai vedrai che cambierà forse non sarà domani ma un bel giorno cambierà Vedrai vedrai che non sei finito sai non so dirti come e quando ma vedrai che cambierà Vedrai vedrai vedrai che cambierà forse non sarà domani ma un bel giorno cambierà Vedrai vedrai che non sei finito sai non so dirti come e quando ma vedrai che cambierà. Luigi Tenco


Si sa cosa si deve fare: eliminare la burocrazia, i costi della politica, l’evasione fiscale, i privilegi immorali, la giustizia (la pratica prevalente dell’ingiustizia è premiata), la disuguaglianza, il territorio che frana, le opere d’arte, il turismo, ecc. Si sa che la dinamicità è peggiorativa, si sa che si dovrebbe sviluppare un modo di pensare preventivo per essere in anticipo invece che muoverci in recupero, in affanno. Molto di quello che si perde, è perso per sempre. Si sa che si deve essere veloci, che occorre abbreviare il percorso, tagliare i costi, aumentare gli effetti, si sa che occorre agire. Che occorre cominciare a dare svolte, per priorità. Il governo Letta si è distinto per l’inerzia, l’unica cosa vivace è stato il cambiamento del nome da dare alle tasse senza abbassarle e qualche vibrazione secondaria. E ora ci si chiede se quello di Renzi è stato un tradimento. Il nostro sistema politico, (non solo questo ma soprattutto questo) tutta quella gente, tantissima e inutile e costosa (quindi dannosa), esiste, nei fatti, per costruire l’impedimento dichiarando però il cambiamento. La causa della nostra deriva, del nostro disfacimento, coincide con la soluzione: la quantità e bassa qualità della loro presenza. Questo è l’ostacolo, perché hanno il potere di impedire o consentire il fare e l’uso che collettivamente ne fanno, è disastroso. Non sto facendo un discorso alla Grillo, perché occorre considerare la realtà e agire su questa, però se andiamo avanti così e Renzi non cambia i paradigmi e quindi le prassi fondamentali, il futuro sarà del grillismo, per forza. Renzi non si trova in una situazione diversa da quella di Letta, ma Renzi ha un altro atteggiamento, non entra in campo, spero, per prendere meno gol possibile. Vuole scardinare le fessure, aprire varchi, togliere le remore, vuole (sembra) passare dall’ortopedia alla chirurgia, dall’approccio farmaceutico a quello medico, vuole (sembra) non accelerare ma cambiare marcia. Vuole tentare di fare un nuovo gioco, anche se le regole sono le stesse che lo impediscono; forse vuole spostare il focus di chi ha il vantaggio e fare politica nel senso dimenticato. Forse vuole riscoprire e farlo riscoprire il valore del soggetto e trovare la strada per capire che si deve far crescere le persone e toglierle dalla miseria se si vuole far rinascere la nazione. La nostra crisi è che siamo nella barbarie e la lotta è quella della civiltà. Tutto il resto sono conseguenze effetti di questo decadimento. Renzi lo hanno fatto entrare in campo e mentre si prepara alla corsa ostacoli, gli fanno indossare una brillante e lucente nuova armatura e con aria ironica gli dicono di darsi da fare, che tutti vogliamo il cambiamento. Lo sappiamo benissimo invece che, la prevalenza di questa classe di politici ha come massima preoccupazione quella di rimanere in gioco: è troppo vantaggioso stare in questo mondo, troppo pericoloso finire tra i reietti, gli esclusi, gli altri insomma. Vedo nello sguardo di questi fortunati, che una deriva del caso ha premiato, il terrore di dover pensare al costo della vita, all’affitto, al cibo, alle spese quotidiane come la luce, l’acqua, il telefono, il gas, e così via. Li vedo con il terrore di pensare che potrebbero essere tra la prevalenza che vive con meno di 1200 euro il mese. Renzi dovrebbe cominciare non a mordicchiare ma a, riprendendo la sua propensione iniziale: rottamare agendo su questa immoralità sociale della disuguaglianza, soprattutto quella definita da chi ha il potere creando ricchezza per se stessi. È naturale che se uno è bravo, fa soldi e produce arricchimento per il sistema e per gli altri, ben venga. Invece ora se c’è, qualcuno così si punisce, lo si rende povero, gli si impedisce il fare, lo si fa fuggire. Oggi i ricchi stabili e sicuri, anzi in crescita, sono i politici o gli alti burocrati, quelli resi tali con infamie morali che attribuiscono diritti acquisiti, attribuiti iniquamente ma per legge intoccabili. Tutti i super ricchi delle pensioni appartengono alla classe politica. Ma quali sono i parametri per valutare questi signori? Qual è lo scopo della loro presenza? Che cosa succederebbe se molti di loro non ci fossero? Chi ha potere e lo usa male, per i propri vantaggi, dal cambiamento non può che vedere svantaggi quindi lo blocca. Trovando modi per dire che non lo fa ma nei fatti questo è che da molti, molti anni sta accadendo e noi italiani non dovremmo essere più stupidi delle altre nazioni che ci stanno lasciando indietro. Bisogna uscire dal labirinto. Renzi è del segno del capricorno ed è di Firenze, sono due punti buoni, che mi fanno sperare.