Corte Conti, il procuratore Oricchio: Diffusa leggerezza sugli immobili pubblici

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In foto Michele Oricchio, procuratore regionale della Corte dei Conti in Campania

“C’è ancora purtroppo una diffusa leggerezza sull’utilizzo dei beni pubblici, in particolare sulla gestione dei patrimoni immobiliari delle pubbliche amministrazioni che costituirebbero una ricchezza”. Lo ha detto Michele Oricchio, procuratore regionale della Corte dei Conti della Campania a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario dell’organismo a Napoli. “Non mi soffermo sulle occupazioni di edifici pubblici da parte di associazioni o persone che vivono un disagio sociale, quella non è la parte più iportante del problema. Io penso a occupazioni di immobili di pregio in tutta la Campania, abbiamo saputo ad esempio che nell’area archeologica di Paestum un immobile viene condotto in locazione a prezzi irrisori”. “C’è quindi – ha spiegato Oricchio – un problema generale che riguarda la sana gestione degli immobili di pregio. E poi bisogna evitare di tenere inutilizzati gli immobili pubblici e poi essere costretti a prenderne altri in locazione dai privati per le necessità della pubblica amministrazione”. Oricchio spiega che nell’anno 2017 la procura della Corte dei Conti si è soffermata anche “sui problemi dei rapporti di lavoro, le esternalizzazioni e la precarizzazione che non comportano risparmio ma aggravi di spesa e una diminuzione del livello dei servizi. Penso al tema della sanità, su cui pare che finalmente qualcosa si muova: ci viene segnalata tutta la problematica per i medici che fanno l’intra moenia o di queli che vengono utilizzati per un numero di ore straordinario per poter coprire i turni, mentre molto meglio sarebbe poter assumere. Il blocco del turn over, che ora pare si stia per superare, non si è rivelato fonte di particolari risparmi ma anzi di inefficienze e ha finito per consentire ad alcuni medici di poter fare un numero enorme di ore di straordinario, non so con quali risvolti sotto il profilo della bontà delle prestazioni che si possono fornire. Questo almeno fino a quando non è intervenuta la Corte Europea che ha messo un tetto agli straordinari di chi opera in settori così delicati”. Oriccho nel bacchettare i pubblici amministratori ha sottolineato il “ricorso frequente alle nomine fiduciarie e agli uffici di staff che appesantiscono i bilanci degli enti, anche di quelli minori che hanno una difficoltà strutturale nel mantenere il bilancio in buone condizioni. Ci sono ormai numerosi enti in dissesto finanziario e su questo c’è da richiamare tutti gli amministratori a una sana gestione delle risorse pubbliche, perché c’è la possibilità di mantenere i bilanci in equilibrio, certo non si può pensare soltanto di farlo aumentando le tasse locali bisogna agire sulla spesa altrimenti il sistema diventa un colabrodo”.