Cosa sappiamo del caos a Torino durante Juve-Real

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(AdnKronos) – di Fabiano De Micheli

La sera del 3 giugno, durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, un’ondata di panico – sulle cui cause si sta indagando – ha provocato oltre 1.500 feriti in piazza San Carlo, dove circa 30.000 persone stavano seguendo la partita su un maxi-schermo installato per l’occasione.

Pochi giorni fa è tornato a casa Kelvin, il bimbo rimasto schiacciato dalla calca, mentre purtroppo è stato accertato un danno cerebrale per la 38enne ricoverata all’ospedale Giovanni Bosco.

COMMISSIONE D’INDAGINE – Martedì 13 giugno sono partiti i lavori della Commissione per accertare le eventuali responsabilità in capo all’amministrazione comunale e individuare ulteriori procedure da attuare per evitare il ripetersi di quanto accaduto. “Il nostro obiettivo è ricostruire la verità avvalendosi di una commissione prettamente tecnica, vale a dire una commissione che lavori basandosi su dati e fatti certi” ha sottolineato nei giorni scorsi il gruppo consiliare M5S di Palazzo Civico.

LA PROCURA DI TORINO – Ha aperto un procedimento a carico di ignoti per lesioni personali plurime anche gravissime, secondo quanto comunicato da una nota a firma del procuratore Armando Spataro. Allo stato, è esclusa la finalità di terrorismo dei fatti.

LE SCUSE DEL PREFETTO – Il prefetto di Torino Renato Saccone ha chiesto scusa per l’accaduto. Scelta apprezzata dal ministro dell’Interno Marco Minniti, che – riferendosi all’intervista a ‘La Stampa’ del 9 giugno in cui Saccone ha chiesto scusa – ha detto: “Ho molto apprezzato l’intervista del prefetto di Torino; queste sono le istituzioni che mi sento di considerare le istituzioni del nostro Paese e voi dovete essere orgogliosi del vostro prefetto”, ha sottolineato dalla festa Pd di Settimo Torinese.

DOVE E’ INIZIATO IL PANICO – Nella nota del procuratore di Torino Armando Spataro viene individuato il luogo dove è iniziato il panico: “L’epicentro del cui iniziale e improvviso spostamento di massa è stato individuato nella zona della piazza San Carlo all’altezza dei numeri civici 195 e 197”.

IL VIDEO DEL RAGAZZO CON LO ZAINO – Poche ore dopo il caos, spunta un video di alcune telecamere di sorveglianza con un ragazzo a torso nudo con uno zainetto in spalla e le braccia larghe in mezzo alla piazza. Agli inquirenti che lo hanno ascoltato, avrebbe raccontato che nelle sue intenzioni c’era la volontà di calmate la folla presa dal panico. Versione che sarebbe stata confermata anche dalla visione integrale delle immagini: il giovane infatti sarebbe stato notato piangere e abbracciare alcuni amici che si trovavano accanto a lui mentre la folla scappava terrorizzata. Dunque, a suo carico non sarebbe stata ravvisata alcuna responsabilità.

QUANTI FERITI – Nella calca sono rimaste ferite 1.527 persone. Di queste, 1.142 sono state prese in carico dagli ospedali di Torino mentre le restanti sono andate in strutture limitrofe.

SOSTEGNO PSICOLOGICO – Le Asl del Piemonte si stanno attrezzando per fornire sostegno psicologico a quanti, feriti e non, si trovavano in piazza e sono rimasti traumatizzati dagli eventi seguiti all’ondata di panico che ha provocato la fuga in massa dei tifosi. Lo ha annunciato l’assessore regionale allo Sport, Giovanni Maria Ferraris.

I GIOVANI CHE HANNO SALVATO KELVIN – Si chiamano Mohamed Gueye, un giovane del Senegal, e Federico Rappazzo, i due ragazzi che hanno salvato dalla folla presa dal panico il piccolo Kelvin, il bimbo cinese rimasto a terra in piazza durante la finale di Champions League e che rischiava di essere travolto.

LA SINDACA APPENDINO – “E’ evidente che qualcosa non ha funzionato e come amministrazione siamo pronti ad assumerci eventuali responsabilità” ha detto la prima cittadina di Torino, Chiara Appendino. “Provo ancora rabbia per quanto accaduto ma stiamo lavorando con grande determinazione per garantire la sicurezza per i prossimi eventi che saranno ospitati nelle piazze torinesi”.