Cosa si coglie oggi nel quadro degli andamenti del Bes quale misura del dopo Pil?

(Imagoeconomica)

di *Antonio D’Amaro

Cosa si coglie oggi nel quadro degli andamenti del Bes quale misura del dopo Pil? I documenti, complessivamente considerati, sono i seguenti: GLI INDICATORI DEL BES (https://www.istat.it/it/benessere-e-sostenibilit%C3%A0/la-misurazione-del-benessere-(bes)/il-rapporto-istat-sul-bes); il set di 152 indicatori, che illustrano i 12 domini rilevanti per la misura del benessere, è aggiornato e commentato annualmente nel Rapporto Bes (https://www.istat.it/it/benessere-e-sostenibilit%C3%A0/la-misurazione-del-benessere-(bes)/gli-indicatori-del-bes)

A partire dal 2018, viene pubblicato anche un aggiornamento intermedio per tutti gli indicatori per i quali sono già disponibili dati aggiornati.

Si segnala che tutti gli indicatori Bes inseriti nel Documento di Economia e Finanza sono disponibili alla pagina Il Bes nel DEF. (https://www.istat.it/it/benessere-e-sostenibilit%C3%A0/la-misurazione-del-benessere-(bes)/il-bes-nel-def) aggiornati al 19 marzo 2024.

Per completezza si riportano, a ritroso, fino la 2013, gli altri Rapporti annuali ed i relativi aggiornamenti intermedi, generalmente, a metà anno, dei quali e molto semplice associare il link del sito ISTAT

– Rapporto Bes 2023 | dati | dashboard
– Aggiornamento intermedio novembre 2023 | Notizia del 15 novembre 2023
– Rapporto Bes 2022 | dati**| dashboard
– Rapporto Bes 2021 | dati | dashboard
– Aggiornamento intermedio agosto 2021*
– Rapporto Bes 2020 | dati | dashboard
– Aggiornamento intermedio giugno 2020 | dashboard https://www.istat.it/it/archivio/269316
– Rapporto Bes 2019 | dati | dashboard
– Aggiornamento intermedio giugno 2019
– Rapporto Bes 2018 | dati | dashboard
– Aggiornamento intermedio luglio 2018
– Rapporto Bes 2017 | dati | dashboard
– Rapporto Bes 2016 | dati | dashboard
– Rapporto Bes 2015 | dati
– Rapporto Bes 2014 | dati
– Rapporto Bes 2013 | dati

Il Rapporto, quest’anno alla sua undicesima edizione, dettaglia come si vive nei territori italiani secondo un visione multidimensionale, secondo cui il benessere dei vari collettivi statistici considerati è economico, sociale e ambientale. Del Bes si considerano, 152 indicatori elementari raggruppati in 12 domini: salute, istruzione e formazione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, innovazione, ricerca e creatività, qualità dei servizi.

Gli indicatori del Bes consentono di studiare il dinamismo del benessere nel tempo, con dati annuali che vanno dal 2004 al 2023, l’ultimo anno disponibile per la maggior parte degli indicatori.

ll Bes misura il benessere a livello nazionale, la distribuzione interna e tra diversi gruppi socio-demografici. La denominazione coglie il ruolo del monitoraggio delle disparità, sia territoriali e di genere, nonché la sostenibilità del benessere in un’ottica generazionale non solo in termini oggettivi ma anche in termini soggettivi, quindi, la percezione negli ambiti come la soddisfazione per le relazioni sociali o per il lavoro la sicurezza percepita anche nei loro quartieri.

In uno studio recente della prof.ssa Chiara Cigliarano, pubblicato su la voce.info il 19 aprile 2024 (https://lavoce.info/archives/104462/litalia-del-benessere-equo-e-sostenibile/), ordinario di Statistica Economica presso la Scuola di Economia e Management della LIUC – Università Cattaneo con studio e ricerca all’ University of Cologne, University of Luxembourg, University of Essex. (E’ Vice-Presidente della Società Italiana di Economia Demografia e Statistica (SIEDS) e Editor-in-Chief della Rivista Italiana di Economia Demografia e Statistica – Italian Journal of Economic, Demographic and Statistical Studies) E’ stata anche membro della Commissione scientifica inter-istituzionale per la revisione della metodologia di stima della povertà assoluta, coordinata da Istat.

Qui di seguito si riportano le sintetiche seguenti considerazioni:

“Nel quadro di sintesi nazionale i recenti dati “mostrano come il benessere in Italia sia migliorato rispetto all’anno precedente per più della metà degli indicatori, ma sia peggiorato in quasi il 30 per cento del cruscotto Bes. I domini che peggiorano di più sono sicurezza e ambiente (in termini sia di indicatori oggettivi che soggettivi), mentre quelli che migliorano di più sono benessere economico, benessere soggettivo, istruzione e formazione”.

L’Italia nel quadro internazionale
“Nonostante l’Istat abbia registrato nell’ultimo anno un significativo miglioramento in molti domini del benessere, l’Italia continua a collocarsi in una posizione di svantaggio rispetto alla media dei paesi europei (Ue-27) per la maggior parte degli indicatori confrontabili (figura 1).

In cima alla classifica degli aspetti del benessere che vedono l’Italia sotto la media europea, e con forti disparità di genere, si trovano la percentuale di lavoratori in part-time involontario (10,2 per cento in Italia, di cui 15,6 per cento per le donne e 5,1 per cento per gli uomini, contro il 3,6 per cento della media Ue-27) e il tasso di mancata partecipazione al lavoro (14,8 per cento in Italia, di cui 12,3 per cento per gli uomini e 18 per cento per le donne, contro una media europea dell’8,7 per cento). Anche le giovani generazioni italiane rimangono distanti dai coetanei europei, sia in termini di percentuale di Neet (Not in employment, education or training; 16,1per cento in Italia e 11,2 per cento in media nei paesi Ue-27) che di laureati tra i 25 e i 34 anni (in Italia è di 12,5 punti percentuali inferiore).

Viceversa, le condizioni di benessere in cui il nostro paese si posiziona sopra la media Ue-27 riguardano la salute (in termini di mortalità evitabile e infantile) e la sicurezza (per il tasso di omicidi).

Figura 1 – Confronto con la media dei paesi Ue-27

Fonte: Istat “Rapporto Bes 2023”

Un paese, tanti livelli di benessere. Anche la disparità territoriale non accenna ad attenuarsi negli anni: nelle regioni del Nord e del Centro Italia il livello di benessere è prevalentemente alto o medio-alto (spiccano in particolare la Valle d’Aosta e le province di Bolzano e di Trento), mentre le regioni del Sud (e in particolare Campania e Calabria) mostrano livelli di benessere tendenzialmente bassi o medio-bassi. I domini dove la disuguaglianza tra le regioni è più marcata sono il benessere economico, l’ambiente e il paesaggio e il patrimonio culturale.

Grazie al recente progetto Best (Bes dei territori) avviato dall’Istat nel 2023, è possibile disaggregare ulteriormente l’analisi territoriale, consentendo confronti tra le province e rivelando come aree di una stessa regione possano avere marcate differenze di benessere.

L’edizione 2023 del Rapporto Bes contiene anche un interessante approfondimento tematico sulle disuguaglianze di benessere tra persone con diverso titolo di studio. Il Rapporto mostra come l’istruzione rappresenti una delle più̀ importanti determinanti del benessere multidimensionale. Dalla figura 2 si nota che un elevato titolo di studio influenza positivamente non soltanto gli indicatori di benessere economico e di partecipazione al mercato del lavoro, ma anche quelli legati alle relazioni sociali (volontariato e partecipazione culturale e sociale), alla salute (adeguata alimentazione, eccesso di peso, sedentarietà, mortalità evitabile) e al benessere soggettivo (fiducia generalizzata, giudizio positivo sul futuro, soddisfazione per il lavoro e per le relazioni amicali). Dunque, l’istruzione ha un ruolo centrale nel favorire lo sviluppo di molte dimensioni del benessere.

Figura 2 – Differenze di benessere tra persone con titolo di studio alto e basso

Fonte: Istat “Rapporto Bes 2023”

Con la straordinaria ricchezza di informazione messa a disposizione di tutti, il Rapporto Bes si rivela anche quest’anno un importante strumento a supporto non solo del decisore politico nazionale, ma anche delle amministrazioni locali, con l’obiettivo di tenere monitorati i divari di genere, generazionali e territoriali, che sono ancora troppo marcati nel nostro paese”

*Student at New York University, Stern School of Business
– Incoming Investment Banking Leveraged Finance Analyst at Société générale,
New York (USA)