Cosa sono la manutenzione predittiva e il condition monitoring

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“Prevenire è meglio che curare” recitava il claim di un vecchio spot riguardante un dentifricio, che sottolineava la necessità di prendersi cura della propria igiene orale non solo in relazione alle problematiche che possono sorgere nell’immediato, ma soprattutto in funzione di una sicurezza di medio e lungo periodo, poiché quando si sceglie di intervenire nel momento in cui il danno si è già palesato potrebbe essere ormai tardi per risolvere il problema, o comunque questo ritardo nell’intervenire può portarci a un sacrificio maggiore sia in termini di risultati che otterremo che in termini economici. Questo concetto, a circa quaranta anni dallo spot, è ancora così chiaro e presente poiché andava ad agire su un insight che è assolutamente valido e non contestabile praticamente per ogni ambito della nostra vita, sia privata che lavorativa.

L’importanza di fare manutenzione per una azienda

In questa pagina, infatti, non ci occuperemo di dentifrici o di igiene orale, poiché l’argomento che tratteremo in questo articolo è legato alla Manutenzione Predittiva e al Condition Monitoring. Ne avete mai sentito parlare? Si tratta di scelte fondamentali da effettuare in ambito aziendale per poter garantire il buon funzionamento dei propri macchinari e quindi assicurare una costante produttività della nostra impresa, raggiungendo così un elevato livello di performance e ottimizzando i costi.

Che cosa sono la manutenzione predittiva e il Condition Monitoring

Proviamo ora a spiegare che cosa sia la manutenzione predittiva: si tratta di un tipo di manutenzione preventiva la quale viene effettuata attraverso l’individuazione di alcuni parametri che vengono misurati ed elaborati utilizzando degli strumenti e software specifici, con lo scopo di riuscire ad individuare quale sia il tempo rimanente prima del sopraggiungere di un qualsiasi guasto. Sono tante le metodologie utilizzate in questo ambito, e cambiano per ogni settore di applicazione: si va dalle analisi tribologiche sui lubrificanti alla misurazione delle vibrazioni, dalla termografia all’analisi delle correnti assorbite. Osservando e valutando le variazioni progressivamente crescenti rispetto al normale funzionamento di un macchinario, sarà possibile prevedere il livello e la progressività di crescita del degrado, riuscendo così a individuare con un buon margine di precisione il momento in cui sopraggiungerà il guasto. Agire in tempo vuol dire investire sul proprio futuro, sul successo della propria attività eliminando, o comunque limitando al massimo, tutte le difficoltà che possono presentarsi in futuro.

Come si effettua la manutenzione predittiva

Proviamo a fare alcuni esempi su alcune delle modalità utilizzate per effettuare la manutenzione predittiva. Con la termografia a infrarossi si misura l’interno di un quadro elettrico in funzione per individuare più rapidamente le anomalie ai componenti elettrici. Questo sistema si applica anche alla meccanica o all’edilizia. La misura delle vibrazioni, invece, viene effettuata su motori elettrici o macchinari rotanti collegati a questi ultimi per rilevare dei guasti sui cuscinetti o difetti di allineamento o di sbilanciamento. Ma è possibile anche effettuare la misura dell’isolamento degli avvolgimenti: applicando una tensione tra l’avvolgimento e la massa si può valutare la resistenza e quindi verificare il degrado dell’isolamento che può essere causato dall’invecchiamento, dall’intervento di contaminanti o da un guasto.