Cos’altro potrebbero fare i cialtroni nella vita, se non politica? Ma diventa sempre più difficile, troppi concorrenti

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Sono finiti i tempi del dissenso contro tutti, il vaffa non intriga più. Anzi, dal recente esito elettorale, sembra che si stia proprio estinguendo. Quindi è meglio non litigare né respingere ogni iniziativa. Se no, non troveranno dove candidarsi. Questo è il problema di chi, non avendo studiato, né mai lavorato, vede nella politica l’unica attività ben retribuita in cui non sfigureranno. Eravamo il Paese di Bengodi. Ma a via di permissività. La politica, la più nobile delle scienze, è diventata ricettacolo di ignoranti, disoccupati e falliti. I mediocri ambiscono al denaro, chi si crede meglio, al potere.

Nelle città la guerriglia aumenta di pari passo al contagio. Un’Italia irresponsabile pur di guadagnare sfida la morte
Come nelle partite di calcio, ognuno ne sa più dell’allenatore. Dissensi persino tra scienziati. È un miracolo che questo paese ancora non sprofonda. Non è facile mettere d’accordo gli italiani. C’è chi sostiene le misure chi le ritiene troppo blande e chi le contesta perché esagerate. Il premier è attaccato da tutti. Qualcuno scende in piazza. Il contagio non fa paura a nessuno. Eppure fra proco saremo primi in Europa. Quindi, qualche provvedimento si deve prendere. Se si va a scuola, si lavora, si tengono aperti teatri e ristoranti finisce che gli ospedali dovranno farsi prestare i letti dai vicini.

Prima di riaprire la Scala meglio aspettare che 21 artisti e musicisti guariscano per evitare di infettare gli spettatori
Per prudenza e per tentare di neutralizzare il virus si chiudono i luoghi di spettacolo. Non per sempre, solo per qualche settimana. Non muore nessuno. i commercianti alla salute antepongono i soldi. Gli intellettuali la cultura. Anche loro Insorgono, consentendo a estremisti e scalmanati di trasformare la protesta in guerriglia. A cinema e a teatro come a scuola e in palestra oggi si rischia il contagio, che è fuori controllo. Proprio adesso, che dobbiamo difendere la vita, si scatena una voglia spasmodica di arte. Tanto, il grande fratello e altri reality show continuano ad andare in onda.

Non basta chiamarsi Agnelli per disfarsi di Sarri su due piedi. Manca alla Juve l’umiltà per tornare ai tempi gloriosi
Un autorevole giornalista sportivo, mio amico d’infanzia – al Calcio in particolare ha dedicato l’intera carriera – mi redarguisce ogni volta che ho la pretesa di commentare un episodio in un settore di cui non sono esperto. So che ha ragione. Ma intervengo solo quando mi accorgo che chi dovrebbe non lo fa. Non essendoci critica va male. Come Pirlo Virginia Raggi ha creduto di essere in grado di fare il sindaco di Roma. Anche Di Maio pensava che fare il Ministro degli Esteri fosse un gioco da ragazzi. Con tale presunzione hanno collezionato tutti e tre una figura di merda dopo l’altra.

Che senso ha la diffusione di fake news e menzogne che negano l’esistenza del virus, che è sotto gli occhi di tutti?
Non è con la guerriglia urbana che si risolvono i problemi della salute. I contagi sono in preoccupante aumento e pure i decessi. Gli ospedali vicini al collasso. Chi si presta a mettere in difficoltà il governo non si rende conto del danno che produce al paese e a se stesso. La pandemia è una situazione grave e evidente. Gli anziani non muoiono di vecchiaia ma di Covid. Ci sono pure vittime giovani che guariscono ma non del tutto. Nell’organismo rimangono ferite che non si rimarginano. La sola difesa è la prevenzione sulle cui norme non tutti sono d’accordo. Ognuno ha la soluzione migliore.

I ristoratori si chiedono perché dover chiudere il locale la sera mentre a pranzo possono lavorare senza contagiare
È un provvedimento più tenue del lockdown. Per non penalizzare la produttività. Il contagio è uguale di giorno come la sera. A cena siamo più disinibiti, quindi meno prudenti. Anziché chiudere tutto, come sarebbe più indicato, si sacrifica solo una parte dell’attività. Negli altri paesi la situazione è più drammatica, ma nessuno contesta il governo. Da noi si lamenta senza dignità un ristorante di Firenze col pasto a 150 € o con una catena di ristoranti. Il virus sta dilagando in maniera imprevista. Gli ospedali congestionati. Per qualche euro in oiù non si mette in pericolo la salute del popolo.

Per apparire e farsi notare conviene criticare e andare controcorrente seppure ci vada di mezzo la salute della gente
Povero Conte, qualsiasi decisione prenda scontenta tutti. Ricorda il mugnaio che, nella favola di La Fontaine, andava in città col figlio in groppa a un asino. Ci fu chi ebbe pena per la povera bestia che doveva sopportarne il peso. Decisero che il figlio scendesse e il padre rimanesse sul ciuco. Altri biasimavano che l’adulto facesse camminare il ragazzo e lui stesse comodo. Allora si alternarono. Ma arrivò la critica opposta. Quindi, scesero entrambi sperando di accontentare tutti. invece, chiunque li incontrasse, rideva della loro stupidità, perché, pur avendo un somaro, andavano a piedi.