Così Campania e Consolato tunisino valorizzano le bellezze del Paese nordafricano

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In foto Beya Ben Abdelnaki, console della Tunisia a Napoli

La Tunisia non è un paradiso pericoloso o una oasi senza approdo: oggi attraverso la cultura e la diplomazia si può arginare quella che un tempo era l’incomunicabilità tra popoli apparentemente diversi. Lo dimostra sia l’attività diplomatica in Italia, che le attività legate all’internazionalizzazione delle imprese, sia al Sud che al Nord dello stivale, in favore di un Paese che brilla per i suoi mille colori e per i suoi multi variegati tramonti.
“Dimenticare il grigiore a favore dei mille colori della Tunisia”. Così Beya Ben Abdelaki, console di Tunisia a Napoli, lanciò la mostra fotografica ‘Tunisia-Napoli: unite dal mar Mediterraneo’, allestita alla Stazione Marittima di Napoli, che porta il visitatore attraverso un viaggio per immagini dai tramonti dell’isola di Djerba, ai lussureggianti ibischi, alla chéchia con la quale i tunisini si coprono il capo da secoli, fino alla tunica beduina. Ma ci sono, spiega Abdelaki, anche “il giallo, come i campi fioriti in primavera, i cesti intrecciati degli artigiani di Nabeul, il verde, come i palmeti a perdita d’occhio, i cespugli di gelsomino macchiati di bianco, l’oro, come le antiche pietre di Kairouan e le montagne che si ergono nel deserto”. La mostra presentò gli scatti di Luigi Nostrale, fotografo campano e presidente dell’associazione “Image Club” che tutela la fotografia artistica.
“Napoli – ha spiegato Tommaso Cognolato, presidente del Terminal Crociere che ospita la mostra – rappresenta da sempre il collettore naturale di tutte le civiltà del bacino del Mediterraneo ed in particolar modo la sua Stazione Marittima e il suo porto sono lo snodo principale dei collegamenti tra l’Italia ed i Paesi dell’intero bacino. Purtroppo, le note vicende degli ultimi anni, hanno limitato notevolmente gli scambi commerciali e turistici con i Paesi del Mediterraneo meridionale, favorendo maggiormente quello occidentale. La mostra di oggi, col suo carattere culturale e sociale, è il primo e deciso passo verso l’apertura ai collegamenti col Mediterraneo meridionale ed il nord Africa, area che da sempre rappresenta un punto di forza notevole per lo sviluppo del Porto di Napoli”. La mostra, sottolinea il presidente dell’autorità portuale di Napoli Pietro Spirito, “rafforza la nostra idea di porti come spazi aperti, come luoghi di incontro di culture diverse e poi perché stabilisce e consolida relazioni con la Tunisia, Paese cui siamo legati da scambi non solo di natura commerciale. La mostra di Nostrale racconta la Tunisia come uno Stato giovane e vivo, ricco di tradizioni, proiettato verso un futuro da costruire”.
L’Italia “è il secondo partner commerciale della Tunisia con oltre 890 imprese, un volume di scambi commerciali tra i due paesi di 16 miliardi di dinari nel 2018 e un tasso di copertura di circa il 70%”. A dirlo è il ministro tunisino dello Sviluppo, dell’Investimento e della Cooperazione Internazionale, Zied Ladhari a Milano accompagnato dall’Ambasciatore di Tunisi a Roma Moez Eddine Sinaoui, e da una delegazione di alti responsabili tunisini per incontrare imprenditori e rappresentanti delle maggiori imprese italiane.
L’evento milanese si inserisce nell’ambito di un Road Show del ministro nelle principali sedi europee e in particolare in Italia per promuovere il Tif (Tunisia Investment Forum) che si terrà a Tunisi il 20 e 21 giugno 2019, e per presentare le opportunità d’investimento offerte dalla Tunisia agli investitori esteri. La cooperazione finanziaria è stata potenziata negli ultimi anni con la firma del Memorandum of Understanding del 9 febbraio 2017 a Roma che definisce il programma di cooperazione 2017-2020 per il quale sono stati concessi dall’Italia 165 milioni di euro per l’attuazione di progetti di sviluppo in Tunisia. Il 30 aprile inoltre si è svolto il Consiglio superiore del partenariato strategico tunisino-italiano ed Italia e Tunisia hanno firmato un accordo per andare avanti con il collegamento elettrico sottomarino da 600 MW Elmed che unisce le reti elettriche dei paesi.
“Entro il 2025 voglio vedere una Tunisia aperta al mondo, con un sistema bancario riformato e un ambiente imprenditoriale aperto per “fare affari””, ha detto ZiedLadhari. “Credo che possiamo attrarre gli investimenti nei nostri porti e aeroporti per accogliere il commercio e riformare la legge sul lavoro e contribuire a portare la disoccupazione ai minimi storici. Gli investimenti interesseranno tutti settori chiave dell’intero paese: automobilistico, aeronautico, energetico, tecnologico e agroalimentare”.