Così Gardini inventò la bioeconomia. Svimez, lunedì 16 la presentazione (diretta su Fb) del libro di Bonaccorso

186
in foto Raul Gardini

“Come dimostra il meraviglioso processo della fotosintesi, l’agricoltura è chimica e la chimica verde è la prossima rivoluzione che si svilupperà in modo esponenziale” scriveva Raul Gardini nel 1987, l’imprenditore che con le sue intuizioni rivoluzionarie ha anticipato la nascita e l’evoluzione della bioeconomia in Italia e in Europa. Trent’anni dopo la bioeconomia – quella parte dell’economia circolare che usa risorse biologiche rinnovabili dalla terra e dal mare, in sostituzione dei prodotti chimici più nocivi per la produzione industriale, energetica e alimentare – rappresenta un tassello fondamentale degli indirizzi economici europei e un’opportunità straordinaria per superare il modello lineare di sviluppo, ponendo rimedio al riscaldamento climatico e alla degradazione ambientale e creando al contempo nuovi posti di lavoro. Una visione che Gardini aveva ben chiara già alla fine degli anni Ottanta, come racconta Mario Bonaccorso nel volume “L’uomo che inventò la bioeconomia”, dedicato proprio all’uomo che aveva prefigurato, in modo allora visionario, la rivoluzione della chimica verde.
Il libro sarà presentato lunedì 16 novembre (alle ore 16.30, in diretta tramite la pagina Facebook della Svimez). Al dibattito moderato da Alfonso Ruffo, direttore del Denaro, partecipano – dopo l’introduzione di Mariano Giustino, Ad del Ceinge, e Stefano Palermo, associato di Storia Economica all’Università Telematica Pegaso – Luca Bianchi, direttore della Svimez; Mario Bonaccorso, autore del libro e coordinatore Cluster Spring della Bioeconomia e della Chimica Verde; Vito Grassi, vice presidente di Confindustria ; Amedeo Lepore, ordinario di Storia Economica, Università della Campania Luigi Vanvitelli e membro del Cda Svimez. Conclude
Gian Paolo Manzella, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo . La conferenza organizzata dalla Svimez punta a mettere a fuoco la figura dell’imprenditore e le sue lungimiranti intuizioni, all’interno di un dibattito ancorato al presente dove la bioeconomia circolare rappresenta un pilastro del Green Recovery.