Così il consolato turco prova a evitare l’isolamento

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La Turchia al centro della scena mondiale, la Turchia fatta di mille percezioni differenti, ha subito all’inizio del 2017 un attentato in un locale per vip ove c’erano 600 persone che festeggiavano; una clientela internazionale, un luogo fatto per persone importanti che si incontrano per motivi decisionali. Da  quando Erdogan ha rischiato di essere eliminato  da un golpe fallito in meno di 24 ore, congetture e dinamiche politiche sono state stravolte dal fatto che, contrariamente a quanto pensato, Russia e Turchia si sono riavvicinate, la cooperazione internazionale con la Turchia e’ aumentata, e la volonta’ di mantenere ottimi rapporti con il nostro Paese si e’ fatta ancor piu’ consistente: L’ Ambasciata d’Italia ad Ankara vi ha celebrato il 21 dicembre, giorno più corto dell’anno, con una rassegna di cinque cortometraggi :
Baùll (2014, 15’) di Daniele Campea
Due piedi sinistri (2014, 5’) di Isabella Salvetti; L’uomo pietra (2014, 30’) di Luca Scivoletti;   La smorfia (2014, 17’) di Emanuele Palamara; Ahlem (2014, 18’) di Alessandra Pescetta.
La proiezione di questa interessante rassegna si e’ tenuta il  21 dicembre alle 19.30 presso la sede dell’Ordine degli Avvocati che si trova Oğuzlar mahallesi Barış Manço Caddesi Av. Özdemir Özok Sokak No:8 Balgat Ankara. Molti lavoratori italiani in Turchia questo scenario lo intendono in maniera differente: la Turchia e’ molto ben disposta verso l’ imprenditoria italiana, offrendo accoglienza, joint venture, informazioni; e’ coinvolta in progetti in campo aerospaziale che hanno riguardato anche Leonardo Finmeccanica. Allora quale e’ il vero ostacolo che Erdogan incontra in questo momento di incrudimento del terrorismo ? In realta’ l’allontanamento dall’America e’ stato alla base del riavvicinamento con Putin, per il quale ogni moto intestino ha una sola matrice comune: il terrorismo fondamentalista, e guarda caso da quando Erdogan e’ stato riposto al comando,  il suo allontanamento  dal fondamentalismo e’ stato sempre piu’ evidente . La lettura in chiave politica del momento storico che la Turchia vive non elude il fattore rischio negli investimenti e nelle opportunita’ di lavoro; resta il fatto pero’ che l’ ecomomia turca e’ comunque, una delle ecomomie piu’ vivaci e dinamiche, con indicatori in crescita e settori che hanno enormi potenzialita’ di sviluppo anche occupazionale. 
In particolare Confindustria Bari e Bat volgono lo sguardo verso la frontiera Euro-Asiatica e puntano il binocolo sulla Turchia dopo l’evento dal titolo  ” Investment environment and opportunities in Turkey”, a cui hanno partecipato il Console Generale della Turchia a Bari, Francesco Divella, il presidente di Confindustria Bari e Bat, Domenico De Bartolomeo, e Pinar Ugursal Bolognini, Presidente della Camera di Commercio Turca in Italia.
Ai lorovinterventi sono seguiti quelli tecnici dei rappresentanti dell’ISPAT(Investment Support and Promotion Agency of Turkey), con particolare attenzione ai seguenti settori: sanità e cura della persona, energie rinnovabili, agrifood e turismo.
Mantenere costantemente e pervicamente aperto il dialogo con un Paese nevralgico – economicamente e politicamente sullo scacchiere intercontinentale – come la Turchia, nonostante le mille difficoltà che quotidianamente si presentano lungo il percorso delle relazioni internazionali. Questo il fine nobile di Confindustria Bari e BAT.
” Insieme al Presidente della territoriale di Confindustria Bari e Bat, Domenico De Bartolomeo “, ha dichiarato Massimo Salomone, Console dei Paesi Bassi a Bari per la Regione Puglia e Segretario Generale del Corpo Consolare di Puglia, Basilicata e Molise, “Abbiamo aderito con molto piacere alla richiesta del Console Generale di Turchia a Bari, Francesco Divella, di organizzare il seminario presso la sede di Confindustria , poiche’  convinti che sia assolutamente necessario dialogare con la Turchia, attraverso la Cooperazione economica, scientifica e culturale, ovvero attraverso progetti comuni di sviluppo, come, ad esempio, nel campo delle energie alternative e rinnovabili, della promozione del turismo ovvero dei nostri prodotti e delle nostre ‘’eccellenze’’ alimentari.
” La Turchia e’ la 16/a economia mondiale – ha aggiunto Salomone – con l’aspirazione di entrare fra le prime 10 nel 2023, anno del centenario della sua fondazione. In Turchia, come in Cina, c’è un forte orientamento al business e non dobbiamo assolutamente trascurare i 4 collegamenti settimanali diretti da Bari ad Istanbul che agevolano e non di poco,  tutte le relazioni economiche-commerciali, scientifiche e culturali”.
” Le relazioni tra l’Italia e la Turchia sono profonde e si protraggono da secoli “, ha quindi sottolineato Ismail Ozturk, THY General Manager in Bari , “Ci sono molte aziende italiane che hanno investimenti in Turchia, così come aziende turche che investono nel mercato italiano e che stanno rafforzando le reciproche relazioni commerciali”.
” Servizi di trasporti efficienti possono sicuramente produrre positivi riscontri economici” – ha poi aggiunto Ismail Ozturk – ” possono incrementare il turismo e tutte le attività di business. Turkish Airlines offre, da Bari, la connessione voli più breve, via Istanbul, verso l’Asia ed altri continenti”. La conclusione e’ :  ” Aumentare le vendite aziendali e massimizzare il mercato , con lo scopo di un alto load factor, sono solo alcuni dei nostri principali obiettivi per il 2017″.
AL termine degli interventi programmati il Direttore Generale della Turkish Airlines. Ismail Ozturk , haestratto 2 biglietti aerei Bari/Istanbul/Bari tra tutti i partecipanti, messi in palio dalla stessa Compagnaia di bandiera. I rappresentanti dell’agenzia governativa ISPAT sono rimasti ovviamente a disposizione degli imprenditori intervenuti per incontri  B2B.
Il pil turco e’ cresciuto negli ultimi dieci anni, con una media del 5% annuo mentre si è dimezzato il debito pubblico. Il tutto accompagnato da un settore privato poco indebitato e un sistema bancario che sta di molto migliorando la sua efficienza. Nel corso dell’anno appena concluso la borsa di Istanbul ha fatto registrare un +40% con molte imprese turche quotate che vedono aumentare gli utili. Certo non mancano elementi di criticità come quello rappresentato dalla moneta turca non particolarmente stabile, anche se alcuni provvedimenti vanno nella direzione di una maggiore sicurezza con cui si vuole accompagnare l’aumento dei consumi con una bassa inflazione.
Quindi molti sono gli indici positivi, oltre all’andamento del PIL; aumento degli investimenti esteri, crescita del reddito pro capite. Ma non bisogna dimenticare anche quelli che, per molti analisti, sono motivi di rischio da tenere in considerazione come, per esempio, il disavanzo commerciale causato da imponenti importazioni e scarse esportazioni. Del resto aspettarsi un paese in cui la situazione economica non viva di contrasti è decisamente utopistico; ciò che è innegabile è ciò che è stato messo in luce anche dall’Osservatorio Balcani e Caucaso: un aumento del tenore di vita e di ricchezza della così detta alta borghesia e la nascita di una nuova piccola borghesia di commercianti e piccoli imprenditori. Contemporaneamente però resta non facilissima la situazione dei lavoratori non qualificati e dei dipendenti pubblici.
Ma com’è il mercato del lavoro turco? Cerchiamo di capirlo attraverso alcuni dati ricavati da Eurostat, Ispat e l’Istituto Statistico Turco. Secondo questi dati la Turchia è il quinto paese per forza lavoro se comparato ai paesi dell’Unione di cui comunque la Turchia non fa parte. È al sesto posto tra le economie “europee” con salari medi che, calcolati in dollari, si aggirano attorno ai 15000 dollari; non altissimi ma da rapportare al costo della vita. Per gli italiani che pensano di andare a lavorare in Turchia la situazione può risultare vantaggiosa se lavorano per aziende italiane con sede qui e che pagano gli stipendi in euro. Nonostante la crisi globale la disoccupazione è rimasta attorno all’8% e, soprattutto nelle grandi città, molte industrie continua ad investire. Secondo alcuni osservatori questo sarebbe, al momento, il periodo migliore per tentare un’esperienza di lavoro in Turchia.
Quali permessi di lavoro sono necessari? Cominciamo con il dire che è necessario compilare un modulo rilasciato da Ambasciata e consolati e spedirlo al Ministero del lavoro e della sicurezza sociale. Una volta entrati in Turchia si hanno 90 giorni di tempo per procurarsi il visto e 30 giorni per procurarsi il permesso di soggiorno. In linea di massima il permesso di lavoro può essere temporaneo o permanente. Quello temporaneo ha una durata massima di un anno e prevede un rinnovo triennale se non si cambia lavoro o azienda. Sono previsti ulteriori rinnovi per chi cambia azienda ma non tipo di lavoro. Invece se si sta vivendo in Turchia da oltre otto anni e vi si lavora da sei si può fare richiesta per un permesso permanente. Ma, come sempre, per avere informazioni aggiornate su visti e permessi consigliamo di consultare il sito dell’Ambasciata Turca.
Un altro aspetto innegabile è che molte aziende italiane stanno guardando in maniera sempre più concreta al mercato turco: l’Italia e la sua imprenditoria si stanno facendo largo con joint venture in particolare nel settore portuale, aeroportuale e ferroviario. Un settore che sta aprendo molti occasioni di business e lavoro è quello delle ristrutturazioni edilizie: il governo turco ha dato il via ad un programma di distruzione di abitazioni a rischio sismico e conseguente ricostruzione ma anche restauro degli edifici di valore storico. E questo sembra essere un’enorme occasione di business per i prossimi anni. Altri settori che stanno diventando interessanti per gli investitori e che quindi fanno pensare ad un aumento di posizioni lavorative sono il settore alimentare, quello finanziario e quello legato alle tecnologie ambientali

BRUNO RUSSO