Costruzioni: dal 2008 persi 529mila posti, 800mila con indotto

65

I numeri non lasciano dubbi, le costruzioni stanno vivendo il peggiore degli incubi: dal 2008 persi 529mila posti di lavoro, 800mila considerando anche indotto e settori collegati; chiuse 85mila imprese; numero medio di addetti passato da 3,2 del 2008 a 2,6 del 2013. Ma qualcosa si muove: nei primi mesi del 2015 si cominciano ad intravedere piccoli segnali di ripresa, come confermano i dati del Report annuale sul settore delle costruzioni, che la Fillea Cgil presenta questa mattina a Milano, presso la Fondazione Enaip Lombardia, con la partecipazione di Walter Schiavella, segretario generale e Dario Boni, segretario nazionale. Il sindacato chiede di “liberare risorse pubbliche per rilanciare gli investimenti, rafforzare il sistema delle regole sulla qualità dell’impresa e del lavoro, spingere sull’innovazione di sistema e di prodotto come via maestra per una rivoluzione sostenibile del modello di sviluppo“. In particolare, per la Fillea “occorre liberare le enormi potenzialità di sviluppo del mercato del rinnovo edilizio ed urbano: per questo c’è bisogno di politiche industriali capaci di agire su vasta scala, sia dal lato della domanda che dal lato dell’offerta, e che si abbandoni la strada percorsa in questi anni di crisi dai governi, caratterizzata dalla drastica riduzione degli investimenti e dalla corsa alla deregolamentazione“.