Costruzioni, il report Fillea Cgil Campania: Più di 7mila posti persi in un anno, si stenta a uscire dalla crisi

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Il settore delle costruzioni, in Campania, stenta ad uscire dalla crisi in cui è immerso da almeno otto anni. Una crisi pesante, dura, che ha lasciato segni che rischiano di diventare indelebili, se non si inverte marcia negli investimenti pubblici e privati. Segni che parlano di perdita, pressoché irreversibile, di migliaia di posti di lavoro, di ricchezza individuale e collettiva sprecata, in termini di massa salari decurtata, di depauperamento di pezzi importanti del sistema d’impresa dell’edilizia. Segni che parlano di un peggioramento delle condizioni di lavoro sui cantieri, un ricorso preoccupante al lavoro nero e soprattutto a quello irregolare, una recrudescenza brutale degli infortuni mortali e degli infortuni in generale, l’abusivismo come “bene rifugio” per chi non riesce a trovare un lavoro regolare. E’ la premessa da cui parte l’ultimo report della Fillea Cgil sullo stato del settore delle costruzioni in Campania.
Nella comparazione tra il 2016 e 2017 il settore ha perso 7.038 posti di lavoro, circa il 13,5% degli addetti, rispetto al 2016 quando nelle Casse Edili erano censiti 53.300 lavoratori, a dicembre 2017 ne risultano 46.300. Alla fine del 2010 gli addetti in edilizia erano 83.000. Questa forte emorragia parla di un settore che maggiormente sta pagando il prezzo della crisi, dal versante occupazionale, sociale ed economico, aggravata dal dilagare dell’illegalità, dell’irregolarità, in termini di evasione ed elusione contributiva, verso la Cassa Edile e verso l’Inps. Le aziende attive e iscritti alle Casse Edili nel 2016, 12.100. Nel 2017, 11.290 meno 6,6%. Aumentano di contro le aziende morose verso gli Istituti, Casse Edili e Inps, più 9,9%, segno di una difficoltà delle Imprese a stare sul mercato per il combinato disposto tra le criticità per l’accesso al credito e i ritardi dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni. La massa salari, la ricchezza del reddito prodotto dal settore, subisce nel corso della crisi una decrescita pari a quasi 300 milioni di euro che rendono la vita difficile a tanti lavoratori, ma anche all’economia generale del territorio in termini di consumi e redditività collettiva. A riprova di ciò è il dato in continuità del 2017 che registra un monte salari di 407.093.498 contro i 453.316.341 del 2016 con una perdita pari al 10,20% (poco più di 46 milioni di euro).
I dati ancora negativi, sommariamente riepilogati, precisa la Fillea Cgil, sono al netto di “una timida e ancora inefficace ripresa che il settore ha conosciuto nel corso del 2017 dovuta al completamento dell’agenda comunitaria 2007/2013 e a pezzi di spesa privata per la riqualificazione del patrimonio abitativo in fieri per il sistema delle detrazioni per ristrutturazioni”. Ciò, secondo la Fillea Cgil, dovrebbe suggerire di riprendere seriamente in considerazione il recupero del Progetto Sirena declinato alle nuove esigenze di sicurezza e decoro del patrimonio abitativo, utilizzando in maniera unificata gli strumenti oggi disponibili tra bonus e incentivi con una forte regia pubblica anche in termini di cofinanziamento.
Il cambio di passo dovrà esserci in questo 2018, secondo il sindacato. “E ci sarà se verranno adottate tutte le procedure e gli interventi per cantierare le risorse previste dai vari Piani di Sviluppo, tra gli altri: il Patto per la Campania (circa 9 miliardi di investimento di cui 4,5 afferenti il settore delle costruzioni), quello per Napoli (350 milioni), il Piano delle Periferie (poco meno di 150 milioni), risorse e capitali privati che possono contribuire alla riqualificazione urbana e alla rigenerazione. Le costruzioni sono da sempre un volano della e per la economia generale. Può essere anche un fattore e regolatore di sviluppo, dal consumo di suolo zero, al rispetto per l’ambiente. Per ogni euro speso in edilizia si genera una ricchezza pari a 3,5 euro, e per ogni miliardo che si riesce a cantierare possono esserci fino a 18 mila posti di lavoro di cui 12 mila solo nel settore edile. Importanti opportunità, quindi, ci sono. Se la Politica, le Istituzioni assumono il lavoro come stella polare della loro azione e se il territorio, con tutte le sue contraddizioni, diventa una risorsa da rispettare e non violentare”, conclude la nota del sindacato campano.