Covid-19, più sicurezza per tutti

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Si comprende facilmente. A volte nelle fabbriche non è possibile rispettare il metro di distanza a cui negli ultimi giorni molti di noi si sono abituati. Ma marciapiedi e supermercati sono ben diversi dalle linee di produzione, dove gli operai dicono di trovarsi gomito a gomito. La sicurezza anche di questi lavoratori è quanto mai prioritaria ed è stata al centro di una lunga discussione che ha coinvolto governo e parti sociali, perché quella di chiudere le fabbriche tout court si è dimostrata da subito una non soluzione. Sia per garantire quei beni necessari come gli alimenti e le medicine, e i servizi prioritari come la salute, l’igiene e tutte le relative filiere, trasporti compresi. Sia perché alcune industrie non si possono fermare, un esempio su tutti le acciaierie. Perché anche se guardando dalle finestre si ha la sensazione che il Paese si sia fermato, il cuore batte, piano, ma è ancora in vita pronto a riaccelerare non appena sarà possibile.
Adesso, per tutelare tutti i lavoratori e su invito del Presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri dell’economia, del lavoro, dello sviluppo economico e della salute, le parti sociali, Confindustria e imprese da un lato e sindacati dall’altro hanno sottoscritto il Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.
Accanto alle misure di pulizia straordinaria e igiene personale, controllo dei sintomi all’ingresso e in fabbrica, sono previste alcune misure di rarefazione nei luoghi comuni e dove appunto non possibile – come in produzione – il protocollo prevede “l’uso necessario delle mascherine, e altri dispositivi di protezione come guanti, occhiali, tute, cuffie, camici, conformi alle disposizioni delle autorità scientifiche e sanitarie”. Tutti i dispositivi più idonei ad evitare i contagi tra i lavoratori.
L’altro elemento rilevante dell’accordo, proprio perché quella che abbiamo di fronte è un’emergenza sanitaria ed economica, è la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali, “per la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa”, ma anche per permettere alle imprese di tutti i settori di applicare tutte le misure di messa in sicurezza degli ambienti. Quindi per situazioni di emergenza anche temporanee. E infatti sono “incentivate le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro”, utilizzando anche in questo caso gli ammortizzatori sociali.
L’uso della cassa integrazione sarà finanziato attraverso un ulteriore decreto previsto domani contenente importanti misure economiche a favore di imprese, famiglie e sanità. Si parla di 15 miliardi dei 25 che il governo ha stanziato per l’emergenza Coronavirus.