Covid, al Cotugno in terapia intensiva è rimasto un solo posto libero. I ricoverati? Neanche uno era vaccinato

35
In foto Maurizio Di Mauro

“Chi sviluppa la patologia da non vaccinato è lo stesso della prima fase con polmoniti molto gravi”, “in questo momento al Cotugno abbiamo la subintensiva con pochi posti disponibili e la terapia intensiva con un solo posto libero. Stiamo parlando di una struttura punto di riferimento per le malattie infettive e quindi la maggior parte delle persone vengono qui. Il rammarico è che più del 90% sono tutti non vaccinati, 100% quelli in terapia intensiva. Il vaccino è la barriera necessaria contro il Covid e per renderlo meno aggressivo”. Lo ha detto il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli Maurizio Di Mauro intervenendo a Radio Crc. Di Mauro sottolinea la sicurezza dei vaccini: “Sono statisticamente irrilevanti le controindicazioni per il vaccino. Abbiamo vaccinato milioni di persone nel mondo. La Regione sta facendo un miracolo, le Asl chiamano a casa e De Luca ha posto l’obiettivo di due milioni di vaccinati entro fine ottobre”. Poi il direttore dell’azienda dei Colli ha concluso: “Oggi il Covid ha la stessa aggressività iniziale con questa variante. Nella mia azienda le persone non vaccinate sono pochissime e non riguardano quelle impegnate nell’assistenza, chi lo era è stato allontanato. Ho personalmente avuto il Covid-19 e mi sono vaccinato. Anche se genera anticorpi il vaccino fornisce immunità durature, i consigli del ministero sono quelli di somministrare un’unica dose a chi ha contratto il virus. Chi ha avuto il Covid quindi deve vaccinarsi, monitorare gli anticorpi e fare anche il richiamo se serve. Abbiamo un’età media più bassa oggi di 40-50 anni senza vaccino”.