Covid, boom di reati con la pandemia. Svimez: Campania e Calabria in testa a classifica corruzione

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in foto il professor Adriano Giannola, presidente Svimez

La pandemia da Covid offre nuove occasioni di business illegale alla criminalità organizzata. Per ciò che riguarda il rapporto tra territorio ed eventi di corruzione, la concentrazione maggiore di episodi si registra solo in alcune delle regioni tradizionalmente connaturate dalla presenza di organizzazioni di tipo mafioso, specificatamente la Campania e la Calabria, rispettivamente con il 39,9% e il 29,1% dei casi, mentre è marginale il peso della Sicilia e della Puglia che, messe assieme, raggiungono appena il 6% del totale. Sono i dati che Svimez presenterà domani durante un webinar sulla pagina Facebook dell’Associazione. Per i territori nei quali l’infiltrazione mafiosa è più recente, si registra una significativa presenza del Lazio con il 19% dei casi, principalmente per vicende connesse al filone ella cosiddetta ‘Mafia Capitale’. Le altre regioni del Centro-Nord hanno un peso trascurabile, raggiungendo tutte percentuali inferiori al 5%. Analizzando, poi, il coinvolgimento delle singole organizzazioni criminali in episodi corruttivi emerge chiaramente come, in particolar modo per la Camorra e la ‘ndrangheta, il settore dove la presenza è maggiore sia quello degli appalti pubblici.