Covid e crisi economica, fotografo napoletano si toglie la vita

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In foto Umberto Sbrescia

Non ha più retto alla crisi innescata dal lockdown con il blocco del redditizio settore del wedding e dei set. Così l’8 gennaio si è chiuso nel suo laboratorio di fotografia e si è tolto la vita. E’ accaduto a Napoli, in via Silvio Spaventa, nei pressi di piazza Garibaldi. Umberto Sbrescia, 66 anni, storico fotografo partenopeo, ha scelto la strada più estrema. Allertati dalla famiglia, che non lo aveva visto rientrare per pranzo nè lo aveva sentito rispondere al telefono, i poliziotti hanno scoperto il corpo con accanto un biglietto che spiegava i motivi del gesto. I debiti più consistenti con il fisco, stando a quanto emerso. L’azienda di attrezzature cine-fotografiche, Sbrescia, era nata nel 1958. Nell’ultimo anno, gli incassi erano stati minimi. Ieri mattina, Umberto era andato al lavoro, come faceva tutti i giorni ma non era rientrato a casa come di consueto.