Covid, il Comitato per la cura tempestiva domiciliare: Poche Usca

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Chiede di sapere a che punto è l’istituzione delle unità che svolgono attività domiciliari per i pazienti Covid-19, le Usca, in Campania, Erich Grimaldi, avvocato del Foro di Napoli e presidente del “Comitato per il diritto alla cura tempestiva domiciliare nell’epidemia di Covid-19”, che ha inviato alla Regione e alle ASL (per conoscenza anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed al Ministro della Salute), un’istanza di accesso formale agli atti amministrativi dell’ente. “Vogliamo fare luce – spiega Grimaldi in una nota – sui fondi versati in favore delle singole Asl, sul numero di Usca effettivamente attive su ogni territorio, sul numero di interventi domiciliari svolti, con riferimento ai positivi sintomatici. Non solo. Vogliamo avere informazioni anche sulla rendicontazione dei 115 milioni di euro stanziati per le linee di azioni previste per l’assistenza territoriale (USCA; cure domiciliari; infermieri di comunità; etc.), dichiarati con comunicato ufficiale della Regione del 16 novembre 2020”. Il Comitato invita la Regione Campania, si legge nella nota di Grimaldi, “ad implementare ed attivare, tempestivamente, il numero delle USCA, in relazione a quanto disposto, dal D.L. 14/2020 del 9 marzo 2020, per numero di abitanti, monitorando l’adeguato ed omogeneo utilizzo delle predette unità da parte delle ASL, nonché le stesse ASL ad utilizzare tutte le risorse, in proprio possesso, per garantire ai cittadini campani positivi sintomatici o sospetti ‘positivi’, l’adeguata assistenza domiciliare e una terapia tempestiva, in coordinamento con i medici di famiglia e i pediatri di libera scelta”. “Solo il ricorso all’assistenza e alle cure precoci domiciliari – dice ancora l’avvocato – avrebbero potuto ridurre le ospedalizzazioni, nonché limitare i decessi e la decisione di non istituirle, entro i termini legislativamente assegnati, aumentava il rischio di cura e di sopravvivenza”. “Secondo fonti non ufficiali – spiega Grimaldi – le Usca attive sarebbero 58 in luogo delle 116 necessarie per coprire il reale fabbisogno della popolazione della Regione Campania. Per questo, con la seconda ondata in corso e la regione Campania dichiarata zona rossa, è paradossalmente attiva un’unità speciale ogni 100.000 abitanti, in violazione di quanto previsto dal D.L. 14/2020 del 9 marzo 2020”. “Denuncerò eventuali inadempienze alle Autorità giudiziarie competenti, – avverte Grimaldi – al fine di garantire la tutela del diritto alla salute dei cittadini campani, con riserva di ogni opportuna azione, anche con riferimento agli illegittimi esborsi impiegati dai cittadini nella sanità privata”.