Coviello e il caro Rc in Campania: Vi spiego perché paghiamo tanto

55

Il presidente Aldo Minucci, all’assemblea nazionale di Ania, non ha dubbi. La parte centrale della sua relazione è focalizzata sul problema caro polizze, che deriva sia Il presidente Aldo Minucci, all’assemblea nazionale di Ania, non ha dubbi. La parte centrale della sua relazione è focalizzata sul problema caro polizze, che deriva sia dal costo elevato per liquidare i sinistri che dal peso fiscale: bisognerebbe effettuare un taglio del 10 per cento in due anni. Il Governo è impegnato a far approvare subito le tabelle di valutazione del danno biologico derivanti da lesioni gravi, provvedimento che si rifletterebbe in una diminuzione del 3 per cento sulla Rc Auto. Ma il tema del caro polizze assume un significato particolare quando si guarda a Napoli e alla sua provincia. È da qui infatti che è partita la battaglia per la legge che istituisce la tariffa unica. Una legge di iniziativa popolare promossa da Leonardo Impegno, primo firmatario. Il Denaro ne parla con Antonio Coviello, esperto in materia e docente all’Università Federico II di diritto delle assicurazioni, autore del libro “Calamità naturali e coperture assicurative – Risk management nel Governo dei rischi catastrofali”. Professor Coviello, quale andamento per il mercato assicurativo? Pur in una congiuntura economica sfavorevole, in controtendenza con tutti gli altri, il settore ha chiuso lo scorso anno con risultati nel complesso positivi. Basti pensare che la raccolta premi – pari a 125 miliardi di euro – è cresciuta del 22% nei rami vita. Perché permangono problemi nel ramo Rc Auto, come ha evidenziato recentemente Antistrust e Ivass? È un nodo irrisolto, pensi che c’è stato un crollo dei premi incassati nell’ultimo anno pari a circa 1,3 miliardi di euro (meno 8 per cento), mai successo finora! Oltre alla crisi che ha investito il comparto dell’auto in genere, è presumibile che non ci si assicura più, scatenando una vera e propria emergenza economico-sociale. Napoli è sempre discriminata per le tariffe rispetto ad altre zone? Sì. Il dato più eclatante per spiegare la discriminazione in atto nel napoletano è evidenziato nel cosiddetto “loss ratio” (ovvero, sinistri su premi di competenza, ndr) che risulta del 55 per cento, a fronte di una media nazionale del 70,3 per cento. Ciò significa che la sinistralità a Napoli è proporzionalmente più bassa rispetto al dato nazionale. Di contro, le tariffe sono le più care d’Italia e, in aggiunta, la velocità di liquidazione dei sinistri a Napoli (pari la 45,4 per cento) è molto più contenuta rispetto alla media nazionale (67,2 per cento con Milano e Genova al 69 per cento). Lei parla di danno e beffa. Si può spiegare meglio? Posto che il premio è determinato dalla frequenza dei sinistri e dal costo medio, si nota che il numero dei sinistri totali a Napoli è diminuito nel biennio 2012-2013 del 33,9 per cento per numero ed anche per importo del 33,6 per cento, mentre il premio medio è diminuito solo del 6,4 per cento. Di qui la giustificata lamentela degli utenti napoletani e campani, che si vedono aumentare i premi costantemente nonostante si riducono i sinistri. Inoltre, a fronte dei premi più cari d’Italia, a Napoli ed in Campania – per converso non si registra nemmeno un adeguato livello del servizio di liquidazione dei sinistri, come anche attestato dal numero di reclami che pervengono all’organo di vigilanza da questi territori. Insomma, napoletani e campani più tartassati d’italia? Gli assicurati campani risultano i più tartassati in Italia sulle componenti del premio Rc Auto: al premio netto (tecnicamente il denaro che serve alle compagnie per pagare i sinistri), infatti, vanno aggiunti gli ulteriori componenti, ovvero provvigioni, servizio sanitario nazionale e tasse. Ed anche qui scatta la penalizzazione per gli assicurati campani. L’assicurato già tartassato soffre maggiormente delle imposte applicate dal momento che, posto che il premio medio dagli assicurati è la base imponibile per il calcolo dei contributi delle imposte, paga ancora di più in proporzione ad altri assicurati meno tartassati. È evidente che una riduzione del premio medio avrebbe un effetto amplificatore sul prezzo pagato dagli assicurati. Intravede vie d’uscita? Poche. Finché non ci sarà una alleanza politica trasversale, da sinistra a destra, che coinvolga tutti gli schieramenti al fine di far valere le giuste ragioni dei cittadini, non andremo da nessuna parte… Un suo commento all’iniziativa di legge popolare promossa da Leonardo Impegno e Valeria Valente Sono stato chiamato nel comitato promotore e sono tra i primi firmatari! Lo considero soprattutto un ultimo tentativo “civile” per far ascoltare le nostri ragioni, un ulteriore modo di chiedere alle compagnie assicurative ed al Governo di discutere e risolvere l’annosa vicenda che, si badi bene, riguarda molte aree geografiche italiane penalizzate. E lo faremo forti di centinaia di migliaia di firme raccolte da cittadini onesti che non ne possono più, che chiedono equità e giustizia… Chiediamo troppo?